Cronaca

Nessun illecito nel restauro della statua del santo patrono, piena assoluzione

In due erano finiti a processo per alcuni lavori eseguiti sulla statua di San Vincenzo di Saragozza, nel comune di Miggiano

LECCE – Scherza con i fanti ma lascia stare i santi. Un vecchio adagio che sembra alla base di una complessa, e per certi versi grottesca, vicenda giudiziaria che vedeva come protagonisti Antonio Cavallo, 49enne di Ruffano, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Miggiano; e Pompilio Calati, 34enne di Miggiano. I due erano finiti a processo per avere, Cavallo come committente, e Pompilio Calati come esecutore, senza autorizzazione della soprintendenza e senza alcun progetto a cura di un restauratore, eseguito dei lavori di manutenzione e restauro sulla statua di San Vincenzo di Saragozza, santo patrono di Miggiano. La statua, un bene monumentale del XVIII secolo, si trova nel centro storico del comune salentino. I lavori erano stati disposti da Cavallo con determina dirigenziale nel novembre del 2013, e affidati per l’esecuzione a Pompilio Calati.

Il giudice Fabrizio Malagnino ha assolto i due imputati con formula piena, perché il fatto non sussiste. I legali di Calati e Cavallo, gli avvocati Sergio Annesi e Luigi Corvaglia, hanno provato come non vi fosse alcun illecito nella condotta dei loro assistiti. Nel corso del dibattimento l’avvocato Annesi ha dimostrato, attraverso riscontri e testimonianze, come il lavoro effettuato da Calati fosse un mero lavoro di pulitura superficiale, consistito in un semplice lavaggio. Una tesi, quella difensiva, accolta in pieno dal giudice monocratico, che ha quindi assolto gli imputati.

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