Nessun illecito nella gestione della farmacia comunale, assolti l'ex sindaco e nove imputati

Colpo di scena nel processo sui presunti illeciti legati alla farmacia comunale di Gallipoli. I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, hanno disposto, prima della conclusione del processo, l'assoluzione per l'ex sindaco della città bella, Giuseppe Venneri e altri nove imputati

LECCE – Colpo di scena nel processo sui presunti illeciti legati alla farmacia comunale di Gallipoli. I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, hanno disposto, prima della conclusione del processo, l’assoluzione per l’ex sindaco della città bella, Giuseppe Venneri e altri nove imputati a vario titolo legati alla intricata vicenda dei conti e dei presunti abusi legati all’amministrazione e alla vecchia direzione della Ge.fa srl, la società mista che gestisce l'esercizio pubblico a prevalente capitale comunale di via Lecce.

Dopo un lungo tira e molla dal punto di vista civile e amministrativo, la vicenda era sfociata nel penale sulla base degli esposti presentati in Procura dalla dottoressa Anna Rita Manni, socia di minoranza della farmacia, dalle contro querele dei componenti del consiglio di amministrazione e dagli sviluppi dell’inchiesta finita sul tavolo del pubblico ministero Antonio De Donno.

Un intreccio nella tormentata vicenda della gestione della farmacia comunale gallipolina che ha visto quasi contestualmente rimbalzare i soggetti coinvolti dalla parte sia degli indagati, ma anche sul versante delle parti lese e offese (che erano indicate nella stessa dottoressa Manni, nella Ge.fa, e nel Comune di Gallipoli che si è costituito parte civile con l’avvocato Sabrina Conte).

A portare al rinvio a giudizio era stata la decisione del Consiglio di amministrazione della Ge.Fa. di revocare, nella seduta del 9 ottobre del 2009, la  Manni sia dalla carica di amministratore delegato che da quella di direttore responsabile della farmacia, dopo che alla stessa già dall'anno 2008 erano state sollevate e contestate forti perplessità in merito alla gestione societaria nonché alla gestione interna della farmacia stessa.

Da qui una serie di ricorsi e carte bollate, sentenze, voci di bilancio chiacchierate e accuse di reciproche “scorrettezze” tra i componenti del Comune, nella veste di socio pubblico di maggioranza, vecchi e nuovi componenti del Consiglio di amministrazione della Ge.fa e della stessa Anna Rita Manni destituita per volontà “politica” dalla società di gestione, ma anche imputata nello stesso filone d’inchiesta per presunti abusi, appropriazioni e omissioni in concorso con altri componenti della Ge.fa nella stesura dei bilanci della farmacia comunale del 2006 e 2007.  

E proprio in merito ai fatti accaduti e consequenziali a quella (e della precedente assemblea del 14 aprile e di quella successiva del febbraio 2010), dopo le denunce e gli esposti approdati sul tavolo della Procura, si era basat al’inchiesta penale della vicenda sulla gestione della farmacia per la quale il magistrato titolare dell’inchiesta, De Donno, ha evidenziato e formalizzato le ipotesi di reato di falso in bilancio, abusi e omissioni per una decina di persone coinvolte a vario titolo nella vicenda. 

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A giudizio erano finiti l’ex sindaco Giuseppe Venneri, i componenti del Consiglio di amministrazione Antonio Guida, Angelo Chetta, Giuseppina Nastrini, e del collegio sindacale Giovanni De Matteis, Massimo Marzo, Francesco Perrone; l’ex presidente della Ge.fa, Davide Tuccio, il commercialista Luciano Pino e la stessa dottoressa Anna Rita Manni. A difendere le ragioni degli imputati i legali Paolo Giungato, Roberto De Mitri Aymone, Elvia Belmonte, Francesco Galluccio Mezio.

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