Nessun ritardo nel rilascio delle concessioni, assolto il dirigente comunale

I giudici del Tribunale di Lecce hanno accolto le tesi dei difensori dell'imputato e hanno escluso l’esistenza di possibili reati

LECCE – Si è concluso con un’assoluzione il processo penale a carico dell’ingegnere Piero Formoso, già dirigente dell’ufficio tecnico comunale e del demanio del Comune di Nardò negli anni 2014 e 2015. I giudici del Tribunale di Lecce hanno accolto le tesi dei difensori di Formoso, gli avvocati Antonio Quinto e Michele Bonsegna, e hanno quindi escluso l’esistenza di possibili reati per i presunti ritardi denunciati dall’imprenditore balneare titolare della Kaikko srl, proprietaria dello stabilimento “Salsedine”. Una complessa vicenda – quella sottoposta al vaglio della magistratura penale - di "rimpallo di responsabilità" sulla richiesta di autorizzazione all'apertura del lido balneare a Santa Maria a Bagno presentata nel settembre 2014. 

In realtà, già al termine delle indagini preliminari, nel 2016, il pubblico ministero Elsa Valeria Mignone ha chiesto l'archiviazione del procedimento riguardo i reati di abuso e rifiuto di atti d'ufficio, ritenendo corretto l’iter seguito. Il funzionario, in data 13 novembre 2014, ha puntualmente riscontrato la domanda della società, richiamandosi a una deliberazione del 16 ottobre 2014 della giunta comunale, in base alla quale l’amministrazione ha stabilito che le autorizzazioni sarebbero state assegnate solo con dei bandi di gara, da pubblicare nell'anno successivo.

Il gip, nel dicembre 2015 ha però accolto l’opposizione all’archiviazione proposta dall’imprenditore, e ciò in quanto quella prima risposta del dirigente era stata sospesa con un’ordinanza del Tar di Lecce, a seguito della quale il richiedente aveva diffidato il funzionario comunale a dare corso alla procedura di rilascio dell’atto concessorio.

Secondo la prospettazione accusatoria, quindi, lo stesso dirigente non avrebbe dato corso ulteriore alla pratica, così di fatto interrompendo il procedimento senza una congrua giustificazione. Sicché la condotta dallo stesso serbata sarebbe stata di sostanziale rifiuto di un atto che a seguito della pronuncia del Tar, non ha trovato più legittimazione nella deliberazione comunale, mancando altresì una qualche risposta motivata per il ritardo.

Nel corso del dibattimento, gli avvocati Quinto e Bonsegna hanno dimostrato che il dirigente non aveva affatto bloccato immotivatamente l’istruttoria delle domande per realizzare nuovi stabilimenti balneari sul litorale, ma aveva adottato un atto specifico il 14 gennaio 2015 dando riscontro alla domanda dell’interessato sulla base di una puntuale direttiva del sindaco Marcello Risi nel frattempo intervenuta, evidenziando che "i suoi contenuti vincolavano la gestione dell'istanza ed incidevano sugli esiti della stessa".

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Quella direttiva imponeva una preventiva disamina sulla conformità delle domande al Piano regionale delle coste e sul rispetto dei criteri di accessibilità dei siti e della mancanza di interferenza con la viabilità. Istruttoria, poi, concretamente eseguita. Con successiva pubblicazione della domanda il 12 marzo 2015. Il che ha spinto anche il pubblico ministero a richiedere l’assoluzione dell’imputato.

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