Cronaca

Nessuna truffa ai danni della Regione, assolti in due. A processo per usura

Si è concluso con un’assoluzione (perché il fatto non sussiste) il giudizio immediato per Bruno Dollorenzo e Roberto Cenci

LECCE – Si è concluso con un’assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, il giudizio immediato nei confronti di Bruno Dollorenzo, 48enne di Sogliano Cavour, e di Roberto Cenci, 53enne di Galatina, accusati di truffa aggravata nei confronti della Regione Puglia e dell’emissione di false fatture. La sentenza è stata emessa dal gup Antonia Martalò, che ha accolto in pieno la tesi difensiva dell’avvocato Mario Coppola, che ha dimostrato, attraverso riscontri e prove documentali, l’assoluta estraneità dei suoi assististi ai fatti contestati.

Al centro della vicenda giudiziaria l’erogazione di fondi per circa 200mila euro nei confronti della cooperativa sociale “Le ali della vita”, per un progetto denominato “La Bussola”. Secondo l’ipotesi accusatoria era stata allegata una falsa fattura di poco inferiore ai 33mila euro. Accuse che, come detto, sono cadute in abbreviato.

Rinvio a giudizio, invece, per Luigi Dollorenzo (padre di Bruno), 76enne di Sogliano Cavour, che dovrà difendersi dalle accuse di usura aggravata. Secondo quanto ipotizzato dal pubblico ministero Francesca Miglietta, l’imputato avrebbe concesso prestiti con tassi annui del 20 per cento a titolari di attività commerciali. Una delle presunte vittime, assistita dall’avvocato Roberto D’Ippolito, si è costituita parte civile. 

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