Niente soldi agli ex soci: brucia le autovetture e minaccia anche il loro legale

Un 40enne in arresto. E' ritenuto autore di vari gravi episodi a Leverano. In un caso avrebbe persino speronato la vittima e in un altro minacciato di dar fuoco allo studio di un avvocato

Uno dei veicoli incendiati.

LEVERANO – Un’unica mano dietro a vari incendi dolosi. E probabilmente anche dietro altri episodi. Il movente, estorsivo. Fra cui attriti con i vecchi soci in affari. Che non solo non avrebbero ricevuto un centesimo della cessione della loro quota, una volta usciti, ma sarebbero stati anche minacciati e danneggiati ripetutamente. A finire in arresto, così, è stato Bruno Guida, 40enne di Leverano.

Le denunce delle vittime, stanche dei soprusi e spaventate dalle conseguenze, hanno portato i carabinieri della stazione della Città dei Fiori a mettere in atto un’indagine portata avanti con caparbietà. Fin quando gli uomini comandati dal maresciallo Gianluca Pagliara non hanno raccolto prove sufficienti per inchiodare Guida alle sue responsabilità.

Davvero particolare, eccessiva (tanto da destare da subito fin troppi sospetti) è stata una circostanza. Nel giro di pochi giorni, verso la fine di febbraio, una famiglia del posto è stata letteralmente presa di mira. Prima una Fiat Panda, poi un Doblò, sono andati in fumo. L’ultimo episodio, che risale alla notte del 23 febbraio scorso, è stato particolare anche per il temerario gesto del proprietario.

Vedendo da casa il Doblò avvolto dalle fiamme, è uscito, vi si è infilato dentro e ha iniziato a guidarlo per decine di metri, da via Cesarea verso via Marche. Quasi un numero da stuntman. E questo per evitare danno peggori. Il veicolo era stato parcheggiato nei pressi del tubo del gas condominiale.  

I due incendi in rapida sequenza avevano già all’epoca messo in allarme i carabinieri, certi che dietro potesse esservi una vicenda delicata. E così, la ricostruzione ha fatto emergere una storia di ricatti in piena regola. Che nasce nell’ottobre del 2015. E dei quali era destinataria la coppia formalmente proprietaria dei veicoli, ma il figlio di questi.

IL CASO E GLI SVILUPPI

Risalirebbero a quel periodo, infatti, le prime minacce del 40enne a un suo ex socio e alla ex moglie di quest'ultimo. La donna, peraltro, è la sorella di Guida. Con questi, infatti, aveva creato una società. E poiché gli ultimi due avevano deciso di ritirarsi, avevano ceduto la loro parte per circa 20 mila euro ciascuno. Ma i debiti non sarebbero stati onorati e, anzi, da qui lo scatenarsi della furia, intimando di non chiedergli più quei soldi che avrebbero dovuto ottenere, in modo legittimo.

GUIDA BRUNO 1-2Dalle intimidazioni ai gesti eclatanti, vale a dire gli incendi, il passo è stato breve. E non solo. L’ex socio di Guida sarebbe stato persino vittima in un’altra occasione di un inseguimento, finito con uno speronamento. Nessuna conseguenza fisica, per fortuna, ma le minacce di morte non sarebbero mancate.

Nemmeno quando le due vittime hanno deciso di rivolgersi a un avvocato, la vicenda ha avuto fine. Anzi, persino il legale avrebbe finito per subire la sua parte di sopraffazioni. Il 40enne sarebbe arrivato addirittura a recarsi di persona da lui, dicendogli chiaramente che avrebbe dato fuoco all’intero studio legale se i suoi clienti non avessero desistito dal perseguirlo penalmente.

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Le indagini dei carabinieri della stazione di Leverano starebbero però facendo emergere anche altre condotte. Tanto che l’ordinanza d’arresto scaturisce anche da ulteriori eventi che si sono verificati nell’estate di quest’anno. Vicende sulle quali gli inquirenti stanno ultimando le indagini. Come si ricorderà, vi sono stati, fra l’altro, ulteriori incendi di autovetture e altri casi particolari. E almeno per un po’, però (si spera), grazie a un’ordinanza del gip, all’uomo sarà impedito di provocare altri guai. Si trova ai domiciliari.

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