Cronaca

Niente stipendio da mesi: scatta la protesta dei dipendenti Cesfet

Sit-in presso il Centro polivalente per disabili. I sindacati: "Nutriamo seri dubbi sulle garanzie fornite dal Consorzio; i dipendenti continuano a prestare servizio a titolo gratuito"

Il sit-in di protesta

LECCE – Lavorano gratis dall’inizio dell’estate e la situazione è divenuta insostenibile. Ai dipendenti del Consorzio Europa Cesfet, che gestisce anche il Centro polivalente per diversamente abili a Lecce, non resta che protestare per far sentire la loro voce: questa mattina si sono dati appuntamento all’ingresso del sede, in via vecchia Carmiano, per un sit-in che promette di essere il primo atto di una lunga protesta. I sindacati al loro fianco (Fp Cgil, Fp Cisl, Ugl Terziario e Uiltucs), dopo aver proclamato lo stato d’agitazione, già guardano al prossimo sciopero e hanno richiesto un incontro urgente con gli amministratori della cooperativa. La situazione è complessa: in ballo ci sono gli stipendi arretrati dal mese di giugno (comprese le astensioni per maternità e malattie) che, malgrado le rassicurazioni del consorzio, non sono mai stati corrisposti, ad eccezione di un acconto di 300 euro. Una cifra decisamente insufficiente. Ed è bene ricordare che i costi del Centro polivalente ricadono in parte sulle amministrazioni pubbliche (Asl, Regione e Comun) ed in parte sulle famiglie che contribuiscono in base all’Isee.

Attualmente in servizio vi sono 18 operatori di vario livello (dagli ausiliari fino agli educatori) rimasti senza un euro in tasca. Ed il problema non è isolato, come racconta la segretaria Uiltucs Antonella Perrone: quasi tutti i Centri gestiti dalla Onlus, da San Pietro in Lama fino a Martano e Surbo, vivono difficoltà analoghe, se non peggiori, con le retribuzioni che intanto si arretrano, accumulandosi. Non è una novità. Cesfet ha manifestato i primi sintomi di sofferenza economica già nel 2015: “Inizialmente abbiamo concordato un piano di rientro per risolvere l’impasse delle prime retribuzioni arretrate. Un anno dopo i lavoratori hanno dovuto far ricorso ai decreti ingiuntivi ed ai pignoramenti per recuperare i crediti – spiega la segretaria Uiltucs -. Queste azioni legali si sono sommate ed hanno bloccato il flusso di denaro nelle casse della cooperativa, generando una situazione che non è più governabile.

Gli operatori continuano a prestare servizio, ma non si può fare esclusivo affidamento sul loro senso di responsabilità e sul loro volontariato”.Il 22 agosto le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto in prefettura un nuovo accordo, questa volta di tipo finanziario, per bloccare i pignoramenti e rimettere in moto la macchina economica. Il fine era quello di assicurare il pagamento degli stipendi successivi, ma quella strada non si è rivelata percorribile. “Il Consorzio non è riuscito a rispettare gli impegni e ora siamo punto e a capo”, aggiunge il collega di Ugl, Maurizio Lezzi. I sindacati, ormai sul piede di guerra, lamentano di non essere stati convocati dall’Ambito di Lecce, nonostante avessero inviato una richiesta di incontro urgente. E non solo: “Ci preoccupa molto il fatto che non si sia dato seguito al procedimento di risoluzione del contratto con Cesfet già avviato dall’ente: dal 12 ottobre nulla si è mosso e i lavoratori, che continuano ad accumulare crediti, sono allo stremo. Ci sono dipendenti di altri Comuni che rivendicano anche 12 mensilità arretrate. La situazione è drammatica e non ci fermeremo qui”.

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