Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Reflui scaricati nelle vore o dispersi nella falda. Sequestri nei frantoi

Era stato il Comune di Scorrano a segnalare il fenomeno dello smaltimento delle acque di lavorazione delle olive. I carabinieri del nucleo operativo ecologico impegnati nelle verifiche

Una foto realizzata dal Noe.

LECCE - Una serie di controlli è stata effettuata dai carabinieri del nucleo operativo ecologico di Lecce presso sei aziende agricole tra Supersano e Scorrano. Quattro le persone denunciate per smaltimenti illecito di rifiuti, mentre in due casi sono state riscontrare irregolarità rispetto alla normativa ambientale.

Era stata proprio l'amministrazione comunale di Scorrano a segnalare nel mese di gennaio il fenomeno dello smaltimento illecito di acque di vegetazione delle olive e delle sanse umide che, invece di essere riutilizzate o smaltite come rifiuto speciale, secondo normativa, venivano sversate nei canali gestiti dal consorzio di bonifica Ugento Li Foggi attraverso i quali giungevano fin nelle vore naturali.

I militari hanno constatato che il fenomeno interessava la rete dei canali addirittura nel centro dell'abitato di Supersano e così hanno avviato una serie di verifiche presso aziende agricole e frantioi oleari. Due gli interventi sul territorio comunale. Nel primo caso è stata sottoposta a sequestro un'area di 150 metri quadrati, all'interno di un frantonio, nella quale era stato realizzato un impianto per il lavaggio delle attrezzature meccaniche, dei veicoli aziendali e di quelli agricoli. I reflui, mescolati alla percolazione della sansa stoccato in un deposito, venivano convogliati attraverso un foro nel muro di recinzione in un sistema di canaline in cemento e tubazioni in plastica, per poi venire scaricato sul terreno agricolo in assenza di qualsiasi sistema di depurazione e titolo autorizzativo. 

Nel secondo caso sigilli a una fossa di circa 50 metri quadrati, interrata e non impermeabilizzata, nella quale si depositavano in maniera incontrollata i rifiuti speciali, pericolosi e non, consistenti in fanghi provenienti dalle operazioni di lavaggio delle olive, percolanti di acque di vegetazione, pietrisco e fogliame, ceneri dalla caldaia a nocciolino e stracci e assorbenti intrisi di sostanze oleose. Nello stesso tempo è stato sequestrato un deposito costituito da imballaggi plastici che in origine contenevano sostanze pericolose come erbicida e lubrificante oltre a imballaggi in ferro contaminati da liquami oleosi.

reflui2-3Un'altra fossa con le medesime caratteristiche è stata sequestrata presso un'azieda di Scorrano, specializzata in trasformazione di prodotti agricoli e di olive: in essa venivano stoccati rifiuti liquidi costituiti da soluzioni acquose e dai fanghi prodotti nel lavaggio, nella pulizia e nella sbucciatura delle olive. Il tutto, per dispersione, finiva nel sottosuolo. Sigilli anche su due altre aree dello stesso insediamento dove erano state allestiti depositi incontrollati di rifiuti  speciali costituiti da inerti da demolizione, cemento, conci di tufo anche intonacati e con ancora la presenza di piastrelle ceramiche, sfalci di potatura, ferro e legname.

Infine, presso una seconda azienda cooperativa e’ stata sottoposta a sequestro un area di circa 500 metri quadrati sulla quale era stato realizzato un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi costituiti da rottami ferrosi di varia natura, un macchinario industriale del tipo normalmente utilizzato per la produzione dell’olio, parti e pezzi di macchinari aziendali in ferro, imballaggi in ferro all’origine contenenti vernici, quadri elettrici dismessi, grossi trasformatori elettrici presumibilmente contenenti pcb.

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