Noleggio di ombrelloni “invadente” a Pescoluse: 50 sequestri e una trentina di denunce

Sono almeno 150 quelli finiti nelle mani degli inquirenti, nell'ultima settimana. Dall'inizio dell'estate, nella marina di Salve, sono scattati diversi provvedimenti: molti dei quali nei confronti di trasgressori recidivi

La spiaggia di Pescoluse

MARINA DI PESCOLUSE (Salve) – Circa  150, tra ombrelloni e sdraio, sono stati sequestrati negli ultimi giorni nel Capo di Leuca. Prosegue l’offensiva delle forze dell’ordine nei confronti di esercenti trasgressori, accusati di piazzare, in modalità stabile, le attrezzature destinate ai bagnanti e che, invece, andrebbero noleggiate di volta in volta, senza occupare preventivamente la spiaggia.

Nelle ultime settimane, nelle quali peraltro si è assistito a una mobilitazione sul tema in più punti del Salento, e con attività congiunte da parte dei militari, sono stati eseguiti nella marina di Pescoluse una cinquantina di sequestri, ai quali sono seguite circa trenta denunce nei confronti di altrettanti imprenditori operanti nelle marine di Salve. I dati si riferiscono al clou dell’estate, le ultime due settimane, nel quale i carabinieri della stazione di Salve, coordinati dal luogotenente Tersigio Zezza, hanno continuato con controlli e appostamenti, anche in borghese, lungo il litorale dello Ionio, a caccia degli autori di occupazione abusiva del suolo demaniale.

Nelle scorse settimane, sempre i militari dell’Arma avevano già proceduto con altre verifiche e conseguenti denunce nei confronti dei presunti responsabili, spesso titolari di bar e trattorie del luogo. Risale soltanto alla serata di Ferragosto, inoltre, un altro sequestro avvenuto sulla spiaggia di Torre Lapillo, dai carabinieri di Porto Cesareo, assieme agli agenti di polizia locale e ai militari dell’Ufficio marittimo: in quell’occasione la irregolarità degli ombrelloni installati nella sabbia non riguardava l’attività di noleggio da parte di qualcuno, ma cittadini e bagnanti col “vizietto” di occupare porzioni di spiaggia libera lasciando le attrezzature per tutta la notte, infrangendo in quel modo il codice della navigazione.

I carabinieri del Nil, il Nucleo ispettorato del lavoro, inoltre, hanno anche eseguito i controlli nella stessa zona. All'interno di un'area, peraltro gestita da uno degli imprenditori denunciati più volte dai militari di Salve, hanno trovato due lavoratori in nero. Erano gli unici presenti, ma entrambi in posizione irregolare.  I due dipendenti, uno di Porto Cesareo, l'altro di nazionalità marocchina, erano sprovvisti di contratto. Sono scattate, da parte dei carabinieri guidati dal maresciallo Giuseppe Calò, sanzioni amministrative per una somma di 8mila euro e quattro prescrizioni penali di sicurezza, con la sospensione dell'attività a partire da lunedì.

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Duplice omicidio: muoiono un uomo e una donna, ricercato l’autore

  • Nel biglietto insanguinato mappa e annotazioni su come agire

  • Duplice omicidio: assassino ripreso per dei secondi, ha ucciso con pugnale da sub

  • Duplice omicidio: autopsia sui corpi delle vittime, perquisizioni nelle case

  • Impeto e rabbia, dinamica di un duplice omicidio su cui s'interroga una città

  • Giovane turista fa il bagno e sul fondale ritrova bacino in ceramica del XIV secolo

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
LeccePrima è in caricamento