Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Nominata delegata salentina all’ordine equestre del Santo Sepolcro

Maria Gloria Zezza Rainò prende il posto di Romano Sanatmaria, rappresentando la comunità salentina all'interno dell'ordine istituito alla liberazione di Gerusalemme da parte delle milizie crociate di Goffredo di Buglione

LECCE – È giunto recentemente il benestare alla nomina di delegato di Lecce dell’ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme alla dama di commenda, Maria Gloria Zezza Rainò, che sostituisce il compianto cavaliere di gran croce, Romano Santamaria. Laureata in lettere classiche presso l’università degli studi di Pavia, specialista in archeologia presso l’università del Salento, è docente di italiano e latino all’istituto “Pietro Siciliani” di Lecce.

Le origini dell’ordine risalgono ai tempi della liberazione di Gerusalemme da parte di Goffredo di Buglione, capo delle milizie della crociata che, nell’ambito dell’ordinamento dato dalle istituzioni
religiose militari e civili del territorio appena liberato dalla dominazione musulmana, costituì l’ordine dei canonici del Santo Sepolcro. L’ordine accoglieva tra i suoi membri non solo i canonici regolari (fratres), ma anche quelli che erano chiamati canonici secolari (confratres e sergentes).

Questi ultimi erano quei cavalieri armati, scelti tra le milizie crociate per il loro valore, che, abbracciata la regola di Sant’Agostino della povertà e dell’obbedienza, si erano impegnati nella difesa del santo sepolcro e dei luoghi santi sotto il comando del re di Gerusalemme. L’ordine ha una lunga e gloriosa storia attraverso i secoli. Da ultimo, nel febbraio del 1996, Giovanni Paolo II ha elevato la dignità dell’ordine, che gode di personalità giuridica canonica e civile.

La particolarità che oggi ha l’ordine consiste nell’impegno per i luoghi santi di Gerusalemme e nei doveri per la chiesa in Palestina, che si traducono in precisi obblighi per i suoi membri (circa 29mila tra cavalieri, dame, ecclesiastici nel mondo): devozione religiosa, partecipazione alle attività della chiesa, apostolato laico e disponibilità per il servizio, cura dello spirito ecumenico, soprattutto tramite l’interesse vivo verso i problemi confessionali in Palestina, sostegno ed aiuto alle opere ed alle istituzioni culturali, caritative e sociali della chiesa cattolica in Terra santa, in particolare quelle del patriarcato latino di Gerusalemme, con il quale l’ordine mantiene legami tradizionali.

Le oblazioni dei suoi membri rappresentano la principale fonte contributiva istituzionale del patriarcato. L’ordine è attualmente suddiviso in 53 luogotenenze: la delegazione di Lecce appartiene a quella dell’Italia meridionale adriatica. È ospitata in una sede prestigiosa, la chiesetta di Santa Maria della sanità, recentemente restaurata e riportata in parte all’antico splendore.

Commissionata dai cavalieri templari tra il XIII ed il XIV secolo, passò dopo la soppressione, come tutti i possedimenti di Terra d’Otranto, ai Cavalieri di Malta, descritta in un “Cabreo” del 1709-1710 (così era chiamato un manoscritto su cui venivano registrati possedimenti e rendite dei cavalieri), conservato presso la biblioteca provinciale “Nicola Bernardini”. Dopo il 1820 Santa Maria della Sanità passò alle suore francescane di San Matteo, che
avevano il convento confinante. Fu nel tempo adibita a vari usi (data in affitto ad una cereria, perse gli affreschi in seguito ad un terribile incendio agli inizi del 1900).

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