Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Non c'è stata omissione di soccorso, Valentina libera

Convalidato l'arresto per omicidio colposo ma non per omissione di soccorso. La 24enne di Salice lascia i domiciliari. Dopo aver investito la 23enne bolognese il padre aveva chiamato i carabinieri

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LECCE - Arresto convalidato per l'omicidio colposo, ma non per l'omissione di soccorso. Valentina Carrozzo, 24enne di Salice Salentino, è stata scarcerata e può ora uscire da casa. Era stata, infatti, confinata ai domiciliari. Questa la decisione del gip Alcide Maritati, giunta in tarda mattinata, dopo l'interrogatorio di garanzia al quale è stata sottoposta la ragazza salentina che ha travolto e ucciso, nella notte fra venerdì 19 e sabato 20 agosto, a Porto Cesareo, Anna Innorta, 23enne bolognese (gli anni, compiuti proprio nel giorno della sua morte), in vacanza nel Salento, ferendo gravemente anche un suo amico, Marino Cavoluzzi, 20enne di Palo del Colle, al momento ancora ricoverato.

La ragazza ha sostenuto di non aver visto i cinque giovani, nel buio, ha ribadito di essere fuggita perché colta dal panico, dopo l'investimento, andando però a raccontare subito quanto accaduto al padre, il quale s'è recato prima sul posto e si è poi dai carabinieri (da qui, la decisione del giudice di non convalidare l'arresto per l'omissione di soccorso), ed ha poi spiegato che lei, su quella strada, alla guida della Smart, non procedeva oltre i 40 chilometri orari.

La tragedia, come noto, s'è consumata nei pressi dello svincolo di via 394 K, sulla Porto Cesareo-Torre Lapillo, tratto di strada della marina cesarina nota proprio per la scarsa illuminazione e per la sua pericolosità in generale, anche di giorno. Fatti che nei giorni successivi hanno sollevato, inevitabilmente, animate polemiche.

La giovane salicese, s'è dunque presentata questa mattina in tribunale, intorno alle 9,30, accompagnata dall'avvocato Paolo Spalluto, per rispondere alle domande del gip. Al termine dell'interrogatorio, il legale aveva richiesto la scarcerazione della sua assistita, sostenendo che l'arresto sarebbe avvenuto al di fuori della flagranza di reato.

Come si ricorderà, Valentina Carrozzo, era a bordo della Smart, quella notte, quando s'è imbattuta in un gruppo di cinque amici, tre dei quali avevano già attraversato la strada, in attesa degli altri due, la ragazza bolognese ed il giovane della provincia di Bari. Ed è stato proprio nel momento in cui questi ultimi sono passati, che è arrivata l'auto. Una tremenda fatalità. La ragazza a bordo dell'auto, fuggita senza prestare soccorso, è stata comunque rintracciata dai carabinieri della stazione di Porto Cesareo e della compagnia di Campi Salentina, nell'abitazione estiva della famiglia, a Torre Lapillo. Questo perché il padre della ragazza ha telefonato ai militari per denunciare quanto accaduto, dopo aver raccolto l'animata confidenza della figlia.


Tant'è. Alcuni testimoni avevano comunque annotato la targa della Smart. Sottoposta al test alcoolemico, la 24enne è risultata oltretutto con tasso al primo livello, vale a dire 0,7 g/l. L'arresto, è avvenuto nel pomeriggio del 20, su richiesta del pm Paola Guglielmi, con le accuse di omicidio colposo, omissione di soccorso, lesioni personali e guida in stato di ebbrezza.

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