Cronaca

Non ci fu alcuna calunnia, assoluzione per Antonio Maggio e due cantanti

Non ci fu alcuna calunnia. Il gup Antonia Martalò ha assolto con formula piena Antonio Maggio (il cantautore 28enne vincitore del Festival di Sanremo 2013 nella categoria giovani) e le cantanti Daniela Cataldi, 37enne di Tuglie, e Raffaella Roccasecca, 29enne leccese (componenti della band Peccati di Eva), dall’accusa di calunnia in concorso nei confronti di Salvatore Mauro

LECCE – Non ci fu alcuna calunnia. Il gup Antonia Martalò ha assolto con formula piena Antonio Maggio (il cantautore 28enne vincitore del Festival di Sanremo 2013 nella categoria giovani) e le cantanti Daniela Cataldi, 37enne di Tuglie, e Raffaella Roccasecca, 29enne leccese (componenti della band Peccati di Eva), dall’accusa di calunnia in concorso nei confronti di Salvatore Mauro, 31enne di Taviano, organizzatore di eventi e spettacoli musicali in qualità di agente di giovani talenti.

La sentenza è stata pronunciata nel giudizio abbreviato chiesto dai legali dei tre imputati, gli avvocati Giuseppe Bonsegna, Rocco Vincenti e Lanfranco Leo, che hanno chiesto il rito alternativo. Nell’udienza di oggi il collegio difensivo ha dimostrato l’assoluta estraneità degli assistiti in merito ai fatti contestati. Una tesi, quella difensiva, accolta in pieno dal giudice.

A dare avvio alla vicenda giudiziaria un esposto presentato da Antonio Maggio, in cui si ipotizzava un comportamento non corretto da parte dell’agente. Le due cantanti, invece, lo accusavano di essersi appropriato di compensi (in particolare rimborsi spese) di cui erano state tenute all’oscuro. Accuse da cui Mauro era stato assolto con formula piena il 28 gennaio 2013 dal giudice monocratico del Tribunale di Casarano, Natascia Mazzone. Da lì si era poi sviluppata l’accusa di calunnia nei confronti dei tre, caduta in abbreviato. 

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