Non denunciò maestra per maltrattamenti, condannato il preside

La scuola dell'infanzia nel circondario di Maglie: 300 euro di multa e interdizione per un mese, pena sospesa

MAGLIE - Non denunciò la maestra nonostante i genitori dei piccoli alunni (d'età compresa tra i tre e i cinque anni) in più occasioni gli avessero segnalato i metodi a dir poco ortodossi usati dalla donna tra i banchi di una scuola del circondario di Maglie.

Questa la vicenda che oggi è costata la condanna del preside E. L., queste le iniziali del suo nome (che non riportiamo per esteso a tutela dei minorenni coinvolti). Trecento euro di multa e interdizione dall'insegnamento per un mese, col beneficio della pena sospesa, è la condanna inflitta dal gup (giudice per l'udienza preliminare) Antonia Martalò dinanzi al quale si è celebrato il processo col rito abbreviato, condizionato dall'ascolto di una componente del consiglio scolastico e dello stesso imputato.

Il giudice ha inoltre stabilito un risarcimento di 750 euro da parte dello Stato per ciascuna delle otto famiglie (parte civile con gli avvocati Luigi Corvaglia, Marco Castelluzzo, Antonio Costantini e Fabrizio Cananiello). L'imputato (difeso dall'avvocato Marco Pezzuto) ha sempre respinto le accuse, cercando di dimostrare la correttezza del suo operato.

E' invece ancora tutta da definire la battaglia giudiziaria della maestra A.P.S., una 58enne originaria di Martano. Venerdì sarà lei a doversi presentare in aula per respingere (attraverso l'avvocato Carlo Caracuta) le accuse di abuso dei mezzi di correzione e maltrattamenti. In particolare, secondo le indagini, da settembre fino a ottobre del 2013, avrebbe offeso e picchiato i bambini; quattro, in particolare, li avrebbe rinchiusi in un armadio, altri due, invece, li avrebbe messi a sedere su delle  seggiole dove erano state posizionate alcune puntine.

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L’anno scorso, il gip (giudice per le indagini preliminari) Simona Panzera incaricò due professioniste di Roma, specializzate in neuropsichiatria infantile, di valutare se tutte le presunte vittime (erano undici quelle individuate dalla Procura) fossero in grado di testimoniare. La capacità fu accertata solo per due bimbi, gli stessi che furono poi ascoltati in sede di incidente probatorio nel Tribunale per i minorenni alla presenza del giudice, del pubblico ministero e dei difensori degli imputati.

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