Cronaca

Non resiste al fascino dell'orologio e lo sfoggia in giro, ma era rubato

Denunciata una 45enne rumena. L'oggetto era stato trafugato da una famiglia presso la quale aveva lavorato di recente

GAGLIANO DEL CAPO – Quando ha smesso di lavorare presso una famiglia di Gagliano del Capo, dove seguiva una coppia di anziani, non ha lasciato alcun riferimento per farsi rintracciare. E così, per più di qualche giorno, se n’è andata a spasso con un elegante orologio da polso Gucci, del valore di circa 2mila euro.

La piccola astuzia, però, quella di non dare punti di riferimento, l’è servita a ben poco. Anche se aveva cambiato zona, è stata rintracciata a Salve e denunciata per furto aggravato. In fin dei conti, non era andata molto lontano, rimanendo sempre nell'area del Capo. 

Protagonista della vicenda, O.G., una donna rumena di 45 anni, che ha svolto la mansione di bandante per qualche periodo presso un’abitazione gaglianese. Accomiatatasi dalla famiglia, però, in casa il figlio degli anziani s’è accorto ben presto che mancava all’appello quel prezioso orologio di marca. Eppure, di recente, non c’era certo stata un’effrazione, né di giorno, né di sera. Porte e finestre sigillate, tutto in ordine, nemmeno l'ombra del passaggio di ladri. E tuttavia, l’appariscente mancanza di quell’orologio.

Presentandosi presso la caserma locale per sporgere denuncia, la famiglia ha subito ipotizzato che nella "sparizione" potesse c'entrare qualcosa la badante accomiatatasi di recente, avendo operato nella loro abitazione nel mese di settembre, fino al 20 circa. 

L’aspetto singolare della storia è che una pattuglia dei carabinieri, qualche giorno dopo la presentazione della denuncia, si è imbattuta per strada proprio nella 45enne ricercata. Stava passeggiando dentro Salve, corrispondeva in tutto alla persona ricercata. In un primo momento la donna ha provato a fornire delle false generalità, ma la farsa è durata il tempo di reperire i documenti. 

Non solo. I militari hanno notato al polso della rumena un costoso orologio, molto somigliante nella descrizione a quello rubato, e alle domande dei militari volte a conoscere come se lo fosse procurato, la donna è capitolata ammettendo le proprie responsabilità. Il numero di matricola rilevato dietro la cassa dell’orologio, che rendeva quel monile unico nel suo I militari l’hanno fermata per un controllo, ma non hanno dovuto nemmeno faticare più di tanto per scoprire il bottino: era lì, davanti ai loro occhi, ben allacciato al polso.

Non sapendo resistere alla tentazione di sfoggiarlo, la donna ha così finito per agevolare le indagini. E’ bastato leggere sul dorso il numero seriale, per verificare l’esatta corrispondenza con l’oggetto ricercato, che è tornato ai legittimi proprietari. Per lei, invece, un’inevitabile iscrizione nel registro degli indagati.  

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