Cronaca

"Non riesco a parlare di me e allora bevo"

I dati relativi alla campagna di informazione e sensibilizzazione contro l'abuso di alcol sono allarmanti. Ragazzi delle scuole tra 14 e 18 anni alzano il gomito per sentirsi disinibiti e meno soli

Se non si ubriacano non riescono a parlare di sé. Il 30 per cento di giovani di età compresa tra 14 e 18 anni fanno uso di alcol per sentirsi disinibiti quando la sera si ritrovano con gli amici. Birra e vino, un bicchiere dietro l'altro, "per stare meglio nel gruppo", si attesa intorno al 37,69 per cento, mentre il 31 per cento dice di bere "per non sentire dolore" Ed è allarme. I dati emergono dal sondaggio compiuto su un campione di 10mila giovani in sette scuole di Lecce nell'ambito di "Only life? un bicchiere in meno", la campagna di informazione e sensibilizzazione contro l'abuso di sostanze alcoliche ideata dall'associazione "Insieme onlus" e promossa dall'assessorato alla Pari opportunità della Provincia di Lecce in collaborazione con Prefettura, Questura, Carabinieri, Provveditorato agli studi, Asl e Emergenza 118.

Le conclusioni dell'inchiesta sono state rese note questa mattina nell'ambito di una conferenza stampa tenuta a Palazzo Adorno alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e della vice presidente della Provincia Loredana Capone. E quel che rende affidabili i dati è proprio la modalità con cui è stata condotta l'indagine: sono stati infatti i ragazzi a invogliare i loro coetanei nella compilazione dei questionari. Domande del tipo "A cosa ti fa pensare la parola alcol?", "Cosa è per te l'uso di alcol?", oppure "Secondo te l'alcol è una sostanza tossica?".

Ma l'inchiesta ha coinvolto anche le famiglie con una domanda rivolta ai ragazzi che non lascia scampo: "Cosa pensa la tua famiglia sull'uso dell'alcol?". Il 34,68 per cento dei genitori ha risposto di essere favorevole ad un uso moderato di alcol durante i pasti anche tra i ragazzi ma condannano l'ubriachezza". "Cosa vuol dire questa risposta - ha detto Loredana Capone rivolgendosi indirettamente proprio ai genitori - che senso ha dirsi contrari all'ubriachezza ma prima ancora ritenersi favorevoli ad un uso moderato di alcol? Il dramma che emerge da questa inchiesta - ha aggiunto - sta nel fatto che ancora una volta quel che allarma è la causa che genera l'abuso di sostanze alcoliche tra le nuove generazioni, vale a dire la carente informazione sui danni che l'alcol provoca nei giovani ma soprattutto la mancanza di dialogo tra genitori e figli. Adesso siamo di fronte ad un grido di allarme che giunge proprio da loro, dai ragazzi, che ci chiedono più attenzione nei loro confronti, più dialogo e più sicurezza".

E così, se il 71,29 per cento ammette di bere mezzo bicchiere di birra o vino alla settimana, quando arriva il week end le cose cambiano. Ed in peggio: il 37,81 per cento di giovani tra 14 e 18 anni dichiara di mandare giù oltre cinque bicchieri, anche di super alcolici. "Ci troviamo di fronte a dati preoccupanti - ha detto il Provveditore agli studi di Lecce Campanelli - che ci fanno comprendere il tenore del problema, ma quel che più allarma è la risposta dei ragazzi quando dicono 'io non sapevo che le conseguenze dell'alcol fossero così gravi?'. Ed è proprio questo il punto che ancora una volta emerge in tutta la sua drammaticità: la mancata educazione preventiva da parte dei genitori nelle famiglie, il che vuol dire poco dialogo".

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