Non si aprì il paracadute. Per Procura nessun colpevole

La procura di Latina ha disposto l'archiviazione senza ravvisare alcuna richiesta di rinvio a giudizio per il caso della morte di Veronica Ingrosso, 20enne di Lizzanello schiantatasi dopo un lancio

I carabinieri di Latina presso l'Aeroclub, per i primi rilevamenti (foto per gentile concessione di di Daniela Bianconi del quotidiano "Il Territorio")
Si sono concluse le indagini sulla morte di Veronica Ingrosso, la giovane 20enne di Lizzanello scomparsa lo scorso 28 novembre 2007 durante un'esercitazione con il paracadute. La procura di Latina ha disposto l'archiviazione senza ravvisare alcuna richiesta di rinvio a giudizio per l'istruttore addetto al ripiegamento del paracadute, l'unico indagato con l'accusa di omicidio colposo. La famiglia di Veronica Ingrosso si è opposta all'archiviazione e l'avvocato Elvia Belmonte ha ravvisato alcuni coni d'ombra sulla vicenda. Non sarebbe stata mai ritrovata la scatola nera, e sarebbe scomparso il filmato sull'esercitazione. Ancora, il telone si sarebbe aperto regolarmente?

Veronica Ingrosso aveva scelto il corso per disporre del brevetto presso l'Aeroclub di Latina, dopo la preparazione teorica compiuta a Terni. Ma, al secondo lancio, il telone non s'è aperto. Ed è stata una tragedia. Un incidente piuttosto raro, tanto più che i paracadute di tipo militare (come quello utilizzato da Veronica, sebbene il corso fosse civile e aperto quindi a tutti) hanno un dispositivo che gli consente di aprirsi automaticamente poco dopo il lancio. La ragazza, caporale dell'Esercito italiano in fase di addestramento, fu vittima di quel terribile schianto fatale poco dopo le 10,30 di una domenica mattina. L'aereo dal quale doveva effettuare il lancio, modello Cessna 206, era decollato alle 10,32.
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Raggiunta la quota prevista per, all'incirca 600 metri, Veronica si gettò nel vuoto. Avrebbe assunto la tipica posizione di atterraggio, sulla base di dichiarazioni del personale dell'Aeroclub, forse non accorgendosi dell'assenza di protezione su di lei. Un telone rotondo di circa 90 metri di circonferenza. Inutili i tentativi da terra di indicarle quanto stava avvenendo. Solo il giorno prima Veronica aveva raggiunto Latina dalla vicina Rieti, dove era di stanza insieme ad altre tre colleghe. Avevano atteso all'Aeroclub di Latina Scalo che arrivasse l'alba di domenica, per approfondire l'esperienza del lanci. Il primo era riuscito perfettamente. Al terzo avrebbe raggiunto il traguardo del brevetto. I rilevamenti vennero eseguiti dai carabinieri.

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