Cronaca

"Non si difende così il territorio". Corteo No Tap, scattano le reazioni

Una minoranza aggressiva svilisce le ragioni di una protesta. Il sindaco Salvemini pronto a chiedere i danni ai vandali. Coro di protesta da destra a sinistra

LECCE – Quel che resta di una manifestazione pacifica nelle intenzioni, peraltro nemmeno nutrita nei numeri, ma che per diverse ore ha bloccato la città, sono le scritte – alcune immense – che hanno sfregiato parte del patrimonio cittadino (restaurato Teatro Apollo in primis) e l’eco del rumore dei petardi, che si fonde con le immagini che tutti hanno ancora negli occhi, dell’agenzia interinale Adecco di via Balsamo, colpita solo poche ore prima da una bomba carta. Con tanto di rivendicazione successiva a manifestazione in corso: “Adecco? Boom”, recita una frase nuova di zecca, con cupo sarcasmo, apparsa durante il percorso.

Una minoranza aggressiva rischia in questo modo di vanificare il senso di una battaglia civile. Un boomerang per coloro che lottano contro il gasdotto, ma lo fanno secondo le regole della democrazia. Un concetto espresso anche dal sindaco di Lecce, Carlo Salvemini. La sua posizione a sfavore del gasdotto è nota. E oggi, la mortificazione per il patrimonio svilito è evidente. “Ci adopereremo immediatamente per ripristinare, a spese di tutti i leccesi, la pulizia dei muri imbrattati – spiega - e al contempo per individuare i responsabili e chiedere loro il risarcimento dei danni”.

Salvemini: “Dovere di cittadinanza dimenticato”

WhatsApp Image 2018-03-16 at 20.08.12 (1)-2“Ci sono molti modi per sentirsi cittadini attivi al servizio dell’interesse collettivo, impegnati nel rispetto del territorio e del patrimonio ambientale e culturale”, scrive il primo cittadino di Lecce in un post sulla sua pagina Facebook. “Uno è certamente manifestare la propria contrarietà ad un’opera che si considera incompatibile con l’equilibrio ambientale e sociale del territorio. Diritto costituzionalmente garantito e mai messo in discussione. Un altro è sentirsi responsabili ogni giorno del rispetto e della difesa degli spazi pubblici, che sono anch’essi come il paesaggio elementi identitari della nostra comunità. Dovere di cittadinanza spesso dimenticato”.

“Dispiace che ci sia qualcuno, tra coloro che hanno preso parte alla manifestazione No-Tap che non abbia questa sensibilità e consapevolezza – prosegue il sindaco - e pensa di potersi presentare come difensore del territorio e al contempo manifestare disprezzo verso luoghi come scuole e teatri e danneggiarli intenzionalmente con scritte che, al di là del contenuto (in alcuni minaccioso e intimidatorio) altro non sono che manifestazioni di inciviltà. Del resto la disarticolazione dell’intreccio tra diritti e doveri è causa del nostro indebolito spirito nazionale”.

Salvemini non manca poi di ringraziare pubblicamente le forze dell'ordine impegnate ieri. “Hanno assicurato con professionalità il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero senza ricadute sulla sicurezza dei leccesi”.

Tap: “Contribuiremo a ripulire i muri”...

Il consorzio Tap, intanto, condannando “gli atti vandalici e la deturpazione dei monumenti”, aggiunge in una nota che “con la stessa cura con cui il progetto assicurerà il ripristino dell’ambiente, del paesaggio e della bellezza dei territori direttamente interessati ai lavori di costruzione del gasdotto”, oggi “si mette a disposizione per contribuire a sostenere la pulitura e il ripristino degli edifici e dei monumenti danneggiati”.

...Ma sindaco e assessore: "E' compito nostro" 

"Ritengo sia compito dell’amministrazione riparare i danni provocati dai fuoriusciti della manifestazione No tap", scrive in un post l'assessore all'Ambiente, Carlo Mignone. Anche se non in maniera diretta, sembra un risposta all'interessamento del consorzio. "Provvederemo alla pulizia dei beni pubblici deturpati in tempi brevissimi e già nel pomeriggio di oggi effettueremo con la ditta un sopralluogo al fine di concordate modi e tempi dell’intervento", spiega.

"Ritengo altrettanto giusto che si rimanga in attesa di conoscere dagli inquirenti i nomi di chi ha danneggiato la città non solo per richiedere a costoro il ristoro dei danni subiti dalla comunità - conclude - ma anche e sopratutto per tutelare coloro i quali hanno solo esercitato, partecipando alla manifestazione, un legittimo atto di dissenso tutelato e garantito dalla nostra Carta Costituzionale".

A breve, anche una dichiarazione del sindaco Salvemini, questa volta più diretta, che così liquida la questione: “Ringraziamo Tap per disponibilità ma è giusto, doveroso e opportuno che il Comune provveda da sé”.

Sul punto, Massimo Fragola, capogruppo di Andare oltre Comune di Lecce, fa un plauso al sindaco per la decisione, ma con una puntualizzazione: "Sorprende come l’invito alla pulizia sia arrivato da Tap e non dal Comitato No Tap che ha organizzato la manifestazione e che ha visto infiltrarsi al suo interno delle persone che nulla hanno a che fare con quel popolo che circa un anno fa manifestò pacificamente in piazza Sant’Oronzo insieme a 95 sindaci del territorio". "L’amore per la propria terra si manifesta con i forti ideali ma anche con azioni concrete - conclude -, e per fare questo non è mai troppo tardi.”

Sindaci No Tap condannano le azioni vandaliche

I sindaci impegnati contro il gasdotto, Antonio Chiga di Zollino, Luca De Carlo di Vernole, Andrea De Pascali di Castri di Lecce, Francesca De Vito di Calimera, Dina Manti di Corigliano d'Otranto, Fulvio Pedone di Lizzanello, Marco Potì di Melendugno, Fabio Tarantino di Martano, intanto, con una nota congiunta condannano nettamente le azioni vandaliche e precisano che "il rispetto dell’ambiente e della convivenza civile vale ovunque, a San Basilio, come a Lecce"

Rimarcando e rivendicando l’importanza dell’azione civile di legalità intrapresa con tante associazioni del territorio, ricordano anche quanto sia importante la protesta pacifica di tanti cittadini e attivisti portata avanti con rispetto e fermezza, e auspicando che il senso civico porti quanto prima a iniziative per rimuovere le scritte. Infine, un "invito" a Tap, a "non affannarsi in proclami buonisti nel tentativo  di accreditarsi all’opinione pubblica, il gasdotto rimane per la comunità salentina un mostro ambientale da combattere. Farebbero meglio a sospendere i lavori in attesa degli esiti giudiziari".

Forza Italia: “Clamoroso autogol”

Cristian Sturdà, coordinatore cittadino di Forza Italia ricorda che “la stragrande maggioranza degli aderenti al Movimento No Tap è gente perbene” e, come già il sindaco, si rivolge quindi a quella parte dei manifestanti che “ha avuto l'infelice idea di imbrattare alcuni importanti luoghi della città, tra cui il nuovissimo Teatro Apollo e la recinzione del Museo Castromediano, con una maledetta bomboletta spray. Chi predica amore per la propria terra, non può e non deve scivolare nel vandalismo.

E’ una vicenda “imperdonabile” per Sturdà. “Non si manifesta contro uno stupro, violentando i monumenti della città: si è trattato di un clamoroso autogol, di quelli che di certo danneggiano la guerra al gasdotto. Protestare contro Tap, e in generale contro ogni abuso del nostro Salento, è una

delle nostre prerogative da anni, ma mai questo deve sfociare nel vandalismo, nell’insulto, nello sfregio e men che meno nella violenza”. Insomma: “La lotta al gasdotto continua, ma nelle forme e nelle sedi opportune”. Concetti simili sono espressi anche da Paolo Pagliaro, dell'ufficio di presidenza nazionale di Forza Italia: "Chi ha sporcato i muri di Lecce, e del Teatro ristrutturato con i soldi di tutti - dice -, non vuole il bene del territorio e si è messo sullo stesso piano di chi vuole deturparlo con il gasdotto".  

Diego Palumbo, coordinatore cittadino per Lecce Movimento Regione Salento parla a sua volta di “alcuni teppisti nascosti subdolamente tra i pacifici manifestanti che manifestavano per amore di territorio”, ritenendo la cosa "inaccettabile". 

Congedo: "Distanze e condanna da certi ambienti"

"Si levi un coro di condanna unanime e senza mezzi termini nei confronti di questa violenza contro la città e contro i cittadini" è, invecem l'appello del consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Erio Congedo. Il riferimento è ai “soliti noti dell'area antagonista e dei centri sociali".

"Palazzi storici, monumenti, muri di abitazioni e di esercizi sfregiati da scritte vandaliche. Bombe carta, bottiglie, cori e insulti contro le forze dell'ordine. Sono episodi vergognosi che ci auguriamo non restino impuniti". "Non è in discussione il sacrosanto diritto di manifestare e di espremire proprio pensiero - spiega -, ma ormai siamo ben oltre il livello di sopportazione e tolleranza. Dal punto di vista dell'ordine pubblico sono improcrastinabili misure di sicurezza come daspo e diniego di manifestazioni che possano mettere a rischio (sulla base degli episodi pregressi) la pubblica incolumità".

WhatsApp Image 2018-03-16 at 19.59.47-2Poi, l'aspetto più politico della faccenda. Congedo pretende, in modo netto e chiaro, che "i rappresentanti politici di una certa schiera, esponenti istituzionali, partiti e movimenti, escano dal silenzio e smettano di ammiccare a questi facinorosi per le carriere e per le campagne elettorali. Al pari di certi ambienti accademici, difensori del bene pubblico sempre e solo a corrente. Difensori della libertà e della nostra terra a corrente alternata facciano sentire il loro dissenso, diversamente sarà chiaro a tutti che i soliti noti godono di chiare e inequivocabili complicità".

Sap: “Polizia non è carne da macello”

Sul piede di guerra è poi il Sap (Sindacato autonomo di polizia), specie per i petardi lanciati verso gli agenti (la questura ne ha contati sette, ieri). Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato, si chiede: “Cosa conta davvero per  questi manifestanti? La lotta per cui  dicono di essere scesi in piazza, o i tafferugli con la polizia? La democrazia è sempre più in pericolo e non smetterà di esserlo se si permetterà ancora a questa gente, di imporre il proprio pensiero con forme di violenza. Ci auguriamo che gli autori del gesto siano individuati e puniti. Ricordo che settimane fa, a Torino, una bomba cara chiodata ha ferito un collega. Basta trattarci come carne da macello”.

Lega: "Basta con questa manifestazioni"

La Lega, tramite il segretario provinciale Leonardo Calò e il senatore Roberto Marti, solidarizza con le forze dell'ordine, e parte all'attacco: "È, oramai, sempre più evidente l'intento eversivo e criminale di queste manifestazioni che hanno come unica motivazione non più la legittima protesta contro un'opera inutile e dannosa ma la violenza contro gli uomini e le donne delle forze dell'ordine". Al punto che gli esponenti locali del partito che fa capo a Matteo Salvini, si chiedono se non "sia il caso di aprire una riflessione sull'opportunità o meno di far svolgere tali manifestazioni in città".

Manca: "Movimento prenda le distanze"

“La violenza è stata la maniera peggiore per ‘festeggiare’ il primo anno di vita di un movimento No Tap nato con la volontà pacifica di ribadire il no di un'intera popolazione, non tanto all'opera in se stessa ma all'approdo in una delle spiagge più belle d'Italia”, commenta il consigliere regionale di Direzione Italia-Noi con l'Italia, Luigi Manca, il quale ritiene che “anche dall'interno del movimento si dovrebbe alzare forte la voce di chi rifiuta certi comportamenti e vuole partecipare a un processo democratico che purtroppo ha ben poche possibilità di avere ragione sul territorio”. E conclude: “Sarebbe più opportuno che la protesta si trasferisse a Roma, lì dove sono state prese le decisioni in passato e dove nel caso potrebbero essere riviste”.

Stefàno: "La protesta perde di credibilità"

Per Dario Stefàno è un “errore difendere un bene collettivo oltraggiandone un altro”. Ergo, se da un alto “a nessuno si può negare il diritto di esprimere pubblicamente le proprie idee, manifestando per le strade di una città”, “cosa diversa è però la violenza. E lo è anche quando qualcuno col proprio comportamento azzera totalmente il senso di appartenenza e il rispetto per la comunità in cui vive. La protesta che porta avanti l’idea di incompatibilità ambientale di un’opera, e che intende difendere le sorti di un territorio, perde di coerenza e credibilità quando offre ospitalità a chi pensa di trasferire i propri istinti anarchici e violenti, il proprio disappunto, la propria rabbia abbattendo millenari muretti a secco, come avvenuto alcune settimane fa, o deturpando la bellezza di un teatro antico, come successo ieri a Lecce”.

Viceministro Bellanova: "Ingannevoli radicalismi

Il viceministro Teresa Bellanova, da parte sua, ricorda che “il metodo democratico non è questo. La democrazia mette a disposizione forme e luoghi per esercitare il diritto sacrosanto di manifestare nel pieno rispetto di tutti. Quello che non si può fare è offendere una città e i suoi beni comuni, ritenersi arrogantemente nel diritto di violare cose e persone. Non sarà danneggiando una città che si riconquistano o si affermano spazi perduti in ingannevoli radicalismi”.

“Qui – conclude - non si tratta di difendere un’opera che personalmente continuo a ritenere strategica. Piuttosto di registrare come sempre più questa vicenda assuma i contorni di una questione di incolumità e ordine e pubblico”.

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