Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

"Non si firma nulla". E la vertenza Bat si complica

Protesta la Cisl di fronte alla Manifattura Tabacchi di Lecce, contro gli accordi che l'azienda vorrebbe far firmare agli ex dipendenti, posticipando le assunzioni in Korus e Iacobucci a dicembre

(Foto di archivio)-44

LECCE - E' la coda della vertenza invernale che ha infiammato gli animi negli stabilimenti della British American Tobacco. Dopo la sottoscrizione unanime del piano di riconversione industriale, il problema occupazionale dei trecento operai licenziati dopo la dismissione della produzione di sigarette nel sito di Lecce, sembrava risolto.
Ma oggi, Fim Cisl è ritornata a ribadire che "Bat non è padrona di nessuno" e lo ha scritto a chiare lettere nel volantino distribuito durante il presidio di protesta organizzato di fronte allo stabilimento del colosso inglese.

L'allarme tra i lavoratori si è rapidamente sparso quando Bat ha unilateralmente chiesto agli stessi di firmare una lettera che rinvia le assunzioni nelle due aziende subentranti, Korus e Iacobucci, al dicembre 2011 anziché a settembre, "violando così gli accordi presi presso il ministero dello Sviluppo economico", chiarisce Sergio Calò, segretario del sindacato.

A insospettire maggiormente gli addetti ai lavori del settore metalmeccanico, che sono già all'opera per impedire le "firme-truffa", è l'urgenza della pressione fatta da Bat, quasi che "la multinazionale inglese volesse rapidamente togliersi dall'impiccio di queste persone, scaricando il loro destino lavorativo sulle spalle delle due nuove aziende", sostiene Calò che ricorda anche quei sei milioni e mezzo di euro con cui l'azienda ha "liquidato" i cento operai che hanno scelto di andare semplicemente via.
Ma c'è di più. Nella lettera che impegnerà gli operai tra oggi e domani, non viene indicata la mansione e la qualifica del lavoratore, anzi "si annullano i livelli professionali acquisiti, proponendo il riconoscimento di un ridicolo superminimo economico".

Delle trecento persone che al momento vivono dello stipendio di cassa integrazione ministeriale straordinaria, inoltre, solo in venti hanno iniziato i corsi di formazione professionale, mentre in quaranta ancora attendono di essere ricevuti dalle aziende per il primo colloquio conoscitivo. In altre parole, non hanno idea del lavoro che andranno a svolgere. Né presso chi.

"L'iniziativa di Bat farà saltare anche la verifica ministeriale prevista per giugno", incalza il sindacalista. Come da accordi, tra qualche giorno i funzionari di Roma avrebbero dovuto operare un primo controllo sullo stato dell'arte dei lavori, sulla messa in atto del piano industriale e sulla effettiva ricollocazione degli operai.
Ma qui a Lecce, siamo in alto mare. Sono appena iniziate, infatti, le operazioni di smantellamento degli impianti produttivi nel sito che, già a Settembre, doveva ospitare Korus e Iacobucci.


"Vedrete che prima di marzo 2012, non sarà pronto nulla", avverte preoccupato Calò che ricorda come il 60 per cento dei locali rimarrà, alla fine, vuoto e inutilizzato.

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