Cronaca

NON SIAMO BARBARI

Storia di una mutazione. Come e perché si sviluppa l'idea di un giornale on-line, chi sono i fruitori, quali idee vuole esprimere un prodotto nato sul web, per il target del web.

"La mutazione è dolorosa: quindi sempre imperfetta, e incompleta".

LeccePrima è una sorta di mutazione, inutile far finta di niente, ma la differenza che ci distingue da quelli che Baricco nel suo Saggio sulla mutazione chiama I Barbari (Fandango libri), è la memoria. I Barbari, secondo lo scrittore torinese, saltano la storia, ignorano le esperienze, insomma vivono la vita quotidiana in funzione di "sistemi passanti, conoscenza come surfing, sequenze sintetiche, in forma di traiettoria".

Il punto: "Il giornalismo, in genere i media - scrive ancora Baricco - rappresentano effettivamente la punta avanzata di una barbarie trionfante. Più o meno consapevolmente praticano una lettura del mondo che sposta il baricentro delle cose dalla loro origine alle loro conseguenze. Bene o male, per il giornalismo moderno il punto importante di un fatto è la quantità di movimento che è in grado di generare nel tessuto mentale del pubblico. A livelli estremi - spiega - un conflitto epocale e sanguinario in un paese dell'Africa resta per un giornale occidentale una non-notizia fino a quando non entra in sequenza con proporzioni di mondo in possesso del pubblico occidentale".

Per dire, sposando pienamente quel che afferma Baricco: tutti sappiamo bene che raggiungere Santa Maria di Leuca con i mezzi pubblici, partenza da Lecce, è ancora una impresa. Si parla da queste parti di turismo come leva dell'economia locale, di turismo tutto l'anno, ma provate domani a salire su un treno, su un autobus per raggiungere Otranto, andata e ritorno. Volete provare con Castro? Auguri. Tutti sappiamo bene che a dir poco sarebbe una impresa, ma i media locali non ne parlano. Accade, invece, che ne parlino, eccome, se un quotidiano nazionale dovesse relegare domani la provincia di Lecce, in fatto di trasporti, fanalino di coda dell'Italia pendolare. Eppure un servizio di trasporti molto approssimativo in un terra di turismo come la nostra resta per un giornale locale, una tv locale, una non-notizia fino a quando la lacuna che tutti conoscono, ma ignorano, non entra in sequenza con "proporzioni di pubblico nazionale".

LeccePrima ha l'ambizione di glissare queste dinamiche "barbare" apprestandosi a diventare una nuova avventura editoriale on-line, un quotidiano scritto da cronisti di strada per il vasto pubblico della Rete, la cui esperienza sul campo, va subito detto per onor del vero, giunge da molto lontano, dalla cosiddetta carta stampata, dai giornali tradizionali a diffusione provinciale, per capirci.

Ora l'altro punto è questo: avvertiamo da tempo una cosa semplice: la necessità professionale di veicolare le notizie locali nel mondo. Questa è la nostra mutazione. E il sistema Internet soddisfa appieno la nostra esigenza.

Quel che cambia, che muta, è il mezzo, ma del vecchio sistema di lavoro resta l'autenticità, la memoria del territorio, la trattazione dei fatti svincolata dalle dinamiche editoriali oggi omologate per una lettura del mondo (Salento) che sposta il baricentro delle cose dalla loro origine alle loro conseguenze. Il passaggio è sottile, ancor più per il lettore ignaro, ce ne rendiamo conto, ma la sfida è tutta qui e ve la raccontiamo fin da ora: LeccePrima parte dal locale per viaggiare nel globale, per contaminarsi con le esperienze di quei salentini, ma non solo, che vivono altrove per raccontare loro, e ad altri, ora dopo ora, in tempo reale, i nostri fatti, quel che facciamo, quel che diciamo, quel che pensiamo dentro il perimetro chiuso di questa penisola.


Non sposteremo di un solo grado il baricentro delle cose che accadono dalla loro origine, tanto meno ci interessa la quantità di movimento che un fatto, tragico, è in grado di generare nel tessuto mentale del pubblico. Perché dietro ai fatti ci sono quasi sempre le persone. Mica siamo barbari.

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