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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca

Nonno reo confesso di aver abusato delle nipotine: al banco degli imputati

Negata a un 76enne la possibilità di accedere alla giustizia riparativa, introdotta con la riforma Cartabia, perché entrerà in vigore il 30 giugno. Sarà giudicato col rito abbreviato

LECCE - Il nonno di 76 anni reo confesso di aver abusato sessualmente di due nipoti di neppure dieci anni non potrà accedere alla giustizia riparativa che gli avrebbe consentito di ottenere la sospensione del processo per intraprendere un percorso rieducativo per un periodo non superiore a centottanta giorni ed essere all’esito anche prosciolto. 
L’istanza presentata dall’avvocato difensore Paolo Spalluto è stata rigettata questa mattina dal giudice Sergio Tosi che contestualmente ha accolto quella di giudizio abbreviato, fissando la sua discussione al 16 giugno.
La ragione del diniego risiede nel fatto che la nuova norma introdotta con la riforma Cartabia (all’articolo 129 bis del codice di procedura penale) entrerà in vigore il 30 giugno. Oltretutto, allo stato, non ci sarebbero neppure le strutture idonee, secondo i requisiti previsti dalla legge, ad accogliere questo genere di percorsi.
Non è escluso, che se nel frattempo dovessero intervenire modifiche, il legale rinnovi l’istanza, in apertura del processo abbreviato.

L’inchiesta

Era il 19 ottobre del 2022, quando l’anziano prese carta e penna per scrivere una lettera autoaccusatoria al suo avvocato di fiducia Paolo Spalluto, in cui gli chiedeva gli venisse applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle sue nipoti, per arginare il rischio di ulteriori violenze. Della prima, ne abusò dal 2017, quando aveva sei anni, fino al 2019, poi, di recente, anche della sorella che oggi ha sette anni.
Nel frattempo, la Procura aveva già iniziato a indagare sul suo conto. 
Le vittime riferirono degli abusi subiti in casa durante le visite al familiare a una delle maestre della scuola dell’infanzia, e successivamente a una psicologa interpellata dalla madre.
Il referto dell’esperta, consegnato ai carabinieri, finì sulla scrivania della sostituta Erika Masetti che avviò le indagini, nell’ambito delle quali avanzò istanza di incidente probatorio finalizzato a valutare tramite perizia psichiatrica la capacità di testimoniare delle minorenni. Notificato l’atto, il 76enne (di cui omettiamo le generalità per tutelare la privacy delle vittime) chiese infine tramite il suo legale di essere ascoltato, perché, a suo dire, era tormentato dal senso di colpa.
Nel confronto con la pm, in lacrime, l'uomo ammise gli addebiti e si è scusò con i genitori delle bambine per aver tradito così, nel modo più atroce e squallido, la loro fiducia, e con le nipoti, per aver violato la loro innocenza senza riuscire a comprendere le ragioni.
La pm ritenne di non chiedere alcuna misura cautelare, procedendo, in considerazione dell’evidenza della prova, all'istanza di giudizio immediato. Alla richiesta accolta dal gip, aveva fatto seguito quella della difesa di accedere alla giustizia riparativa, rigettata oggi dal giudice Sergio Tosi che ha fissato al 16 giugno la discussione del processo abbreviato, in cui i genitori delle bambine saranno parte civile con l'avvocata Roberta Capodieci. 
 

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