Tragedia a Novoli: anziana sulla sedia a rotelle muore carbonizzata

Nulla da fare per la donna, una donna di 84 anni. L'ipotesi è che sia caduta la sigaretta su una coperta che aveva sulle gambe. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e sanitari del 118

NOVOLI – Una scena orribile, quella di fronte alla quale si sono trovati vigili del fuoco del distaccamento di Veglie e gli operatori del 118, giunti con due ambulanze, quando sono entrati in quell’abitazione di Novoli, in via Don Minzoni. La donna, Genoveffa Potì, un’anziana di 84 anni, era completamente carbonizzata. Disabile e per questo costretta su una sedia a rotelle, era anche una fumatrice.

E’ quindi possibile che proprio una sigaretta sia stata la causa di una fine indescrivibile. Forse è stata colta da un malore mentre stava fumando, o forse si è addormentata con la sigaretta accesa, nel soggiorno, all'ingresso, con il ventilatore acceso per un po’ di frescura e una coperta sulle gambe. La speranza, ma forse non si saprà mai, è perlomeno che sia spirata prima che il fuoco avvolgesse completamente il suo corpo.

L’agghiacciante scoperta è avvenuta nel pomeriggio, intorno alle 18. La donna non era del tutto sola. Abitava al pian terreno. La figlia, risiede nello stesso edificio, ma era in casa sua, al primo piano, intenta in alcune incombenze domestiche. E’ stata proprio lei a chiedere soccorso, quando s’è accorta di quanto avvenuto.

Ai carabinieri della stazione locale, intervenuti per le indagini, la figlia ha raccontato di essersi accorta di qualcosa quando ha iniziato a diffondersi un forte odore di bruciato, arrivando fino al suo appartamento. Accorsa sotto, ha aggiunto, ha trovato l’anziana madre in quelle condizioni. Ormai, era già spirata. Fra l'altro, in seguito a un ictus subito di recente, la povera anziana era anche impossibilitata a parlare. Semmai avesse voluto chiedere aiuto, non avrebbe dunque potuto articolare bene le invocazioni.

A Novoli, mentre con sgomento la notizia iniziava a circolare già presso il vicinato, è stato chiamato il medico legale Ermenegildo Colosimo per una prima ispezione sul corpo. Il pubblico ministero di turno, Emilio Arnesano, non ha disposto l'autopsia.

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