Cronaca

Trovata nel letto con tagli alla gola, per la Procura: “Fu suicidio”

Richiesta l’archiviazione nel procedimento finalizzato a chiarire le cause della morte di Marianna Greco, 37enne di Novoli, avvenuta nel novembre del 2016. Fondamentale l’esito dell’autopsia: “Nessuna lesione da difesa”

NOVOLI - C’è una seconda richiesta di archiviazione nell’inchiesta sulla morte di Marianna Greco, la 37enne di Novoli che il 30 novembre del 2016 fu trovata sul letto della sua stanza con quattro coltellate alla gola.

Per la Procura non regge l'ipotesi che si sia trattato di un omicidio e questo sulla scorta anche della consulenza medico-legale disposta durante le indagini, in particolare, l’esame necroscopico eseguito lo scorso 5 giugno dal medico legale Roberto Vaglio (affiancato dal professore Francesco Introna), lo stesso consulente che svolse i primi accertamenti, in base ai quali il caso fu già chiuso una volta come suicidio.

Insomma, l’ultima autopsia confermò per la seconda volta l’assenza di lesioni sul corpo (tagli, ecchimosi, graffi), in particolare sulle mani e sugli avambracci, tali da far pensare a un tentativo di difesa da parte della 37enne e quindi utili a sostenere la tesi che fosse stata uccisa come ritengono i familiari (assistiti dall’avvocato Francesca Conte).

La madre Luisa Metrangolo, il padre Francesco e la sorella Giovanna (assistiti dagli avvocati Francesca Conte e Francesco Tobia Caputo) non hanno mai creduto alla possibilità che Marianna si fosse procurata quelle ferite alla gola da sola e proprio per fugare ogni dubbio che il pubblico ministero Stefania Mininni dispose nuovi accertamenti, indagando per omicidio il marito Emanuele Montinaro, 44 anni, di Campi Salentina.

Inizialmente il reato ipotizzato nei suoi riguardi fu di istigazione al suicidio, poi modificato dal magistrato proprio per consentire all’uomo (assistito dagli avvocati Antonio De Mauro e Luigi Rella) di partecipare all’autopsia attraverso un proprio consulente.

Ora sull’istanza di archiviazione giunta al quinto piano del Tribunale di Lecce, dovrà pronunciarsi un giudice per le indagini preliminari.

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