Nubifragio su mezzo Salento, allagamenti nei centri abitati e salvataggi in mezzo al mare

Pioggia battente nel primo pomeriggio. Alberi caduti, strade e scantinati invasi d'acqua. Lavoro extra anche per la guardia costiera: terrore in mare per alcuni diportisti

In copertina: acqua alta a Gallipoli. Nella gallery, immagini anche da Torre Lapillo.

LECCE – Tempo appena due giorni, e anche oggi s’è scatenato il putiferio sul litorale jonico. Per chilometri di costa, dall’area di Ugento e Torre San Giovanni, risalendo verso Porto Cesareo e Torre Lapillo, la pioggia ha provocato allagamenti e le sferzate di vento anche la caduta di alberi e di pali della segnaletica. Un nubifragio, come sempre più di frequente, breve eppure di particolare intensità, che si è materializzato nel primo pomeriggio.

Rispetto al 3 agosto non c’è stato l’accompagnamento dell’affascinante, per quanto foriero di timori e ansie, effetto visivo della tromba d’aria “ammirata” quel giorno fin dall’entroterra, a grandi distanze. Ma i danni, quelli non sono mancati certo. L’unica fortuna: nessun ferito.

Molte squadre di vigili del fuoco, volontari delle sezioni di protezione civile e agenti della polizia locale, ognuno per le proprie competenze, hanno così dovuto lavorare a lungo specie per liberare le strade, occuparsi di scantinati e garage sommersi, autovetture in panne con il livello dell’acqua che in alcuni casi è andato ben oltre le caviglie.

Basta osservare le immagini che arrivano da Rivabella e Lido Conchiglie, fra i territori di Gallipoli e Sannicola, per avere un’idea del problema. E, a proposito di Lido Conchiglie, non sono mancate proteste proprio per il fenomeno degli allagamenti, spesso nelle cronache segnalati presso Baia Verde, ma a quanto pare presente anche in questa zona, come denunciato da alcuni cittadini. Altre zone vicine che hanno sofferto criticità sono state località Padula Bianca e le marine di Nardò, specie Santa Caterina e Santa Maria al Bagno.   

E non solo. Per avere un’idea dell’intensità delle raffiche di vento in alcuni punti della penisola salentina, basta dare un’occhiata alle immagini inviate da un lettore da Taviano, dove in via Stazione sono crollati ben tre grossi alberi. Altre aree più interne dove la pioggia ha provocato problemi, quelle di Casarano, Matino e Parabita.  

Due barche soccorse in mare

Ma è soprattutto in mare che si sono rischiati i problemi più seri. Chi era in barca e si è trovato all’improvviso investito nell’ondata di maltempo, ha dovuto in qualche caso lanciare il mayday, raccolto dalla Capitaneria di porto che ha smistato le motovedette. Due, in particolare, le unità da diporto che si sono trovate in serie difficoltà.

Nel primo caso, la richiesta di soccorso è stata lanciata da quattro diportisti a bordo di una barca a vela che si trovava al largo di Punta Pizzo in balia della molestia di un vento rabbioso, delle onde alte e della pioggia battente, con visibilità decisamente ridotta. E quasi contemporaneamente, la sala operativa è stata raggiunta da una seconda chiamata.In questo caso, due persone a bordo di un’imbarcazione lunga 13 metri che si era incagliata con la poppa a ridosso dell’Isola di Sant’Andrea.

In loro soccorso è stata dirottata una vedetta già in pattugliamento in quel tratto e un mezzo nautico minore, entrambi impegnati nell’ambito del dispositivo “Mare sicuro”. Due dei quattro che si trovavano sulla barca a vela, visibilmente provati, sono stati trasbordati sulla motovedetta e condotti in salvo a terra per le cure mediche del caso. L’unità è stata poi monitorata costantemente dalla sala operativa fino al raggiungimento del proprio posto d’ormeggio.

Successivamente, la guardia costiera ha prestato soccorso all’imbarcazione incagliata, dove i due malcapitati, a causa di un’avaria al sistema di salpamento dell’ancora, non erano riusciti a contrastare lo scarroccio verso la scogliera provocato dalle condizioni meteorologiche avverse. L’impatto ha causato seri danni al sistema propulsivo dell’imbarcazione. E dopo più di un’ora di lavoro, cessato il maltempo e verificate le condizioni dello scafo, l’equipaggio è riuscito a disincagliare l’unità con un mezzo nautico privato chiamato in assistenza, procedendo al rimorchio verso la propria darsena d’ormeggio, scortato dai militari.

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Inutile dire, ed è il consiglio della stessa guardia costiera, che i diportisti sono chiamati a verificare sempre, prima di ogni uscita in mare, le condizioni del tempo previste in zona. Il bollettino diramato nelle ultime ore, circa la possibilità di piogge sul Salento, era stato piuttosto chiaro.

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