Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Nuova diffida-esposto di Save Salento sul comparto 13

L'associazione radicale diffida il comune di Santa Cesarea dal dar seguito alla lottizzazione dell'area e a difenderla da interessi speculativi. Cretì: "Situazione ferma da tempo, nessuna novità"

Un'immagine dell'incendio nel Comparto 13.

SANTA CESAREA TERME - Un'ulteriore diffida nei confronti del comune di Santa Cesarea Terme, firmata dall'associazione radicale, Save Salento, per scongiurare il prosieguo della lottizzazione del discusso comparto 13. Il presidente Catia Stomeo, il segretario, Antonio Bonatesta, e la deputata radicale e socio fondatore, Elisabetta Zamparutti, hanno, infatti, depositato oggi la diffida al comune, affinché quest'ultimo si astenga "dal porre in essere qualsiasi atto idoneo a consentire la trasformazione edilizia e urbanistica delle aree ricomprese nel comparto 13/s", che prevede la costruzione di circa 566 unità abitative, di un albergo di tre piani e di altri servizi residenziali.

Save Salento ritiene, infatti, che il piano di lottizzazione del comparto 13 e la relativa convenzione siano ampiamente scaduti da circa quindici anni. Del resto, il piano, in quanto tale, non ha mai acquisito l'autorizzazione paesaggistica ed appare, secondo Save Salento, in evidente violazione del decreto ministeriale del 4 luglio 1970, che tutela il territorio di Santa Cesarea Terme in virtù del suo straordinario valore naturalistico e paesaggistico. Inoltre il piano, dopo la sua decadenza, non è mai stato sottoposto al Piano urbanistico territoriale tematico (Putt/p) della Regione Puglia.

La diffida è stata inoltrata, per conoscenza, anche all'Assessore e al dirigente all'urbanistica della Regione Puglia, nonché al Ministro per i Beni e le attività culturali perché intervengano, ciascuno nell'orbita delle proprie competenze istituzionali, a tutela di un bene paesaggistico protetto. Infine, l'associazione denuncia che "l'ultimo e più grave misfatto dell'intera vicenda" sia avvenuto nei giorni scorsi, quando il "comparto 13" è stato interessato da incendi di natura "chiaramente dolosa", appiccati su tutta l'area, destinata a strada, e che hanno distrutto non solo la macchia mediterranea, posta al di sopra ma anche quella presente ai margini dello sterrato ormai coperto da vegetazione, compresi alcuni alberi di pino.

A tal proposito, Save Salento, ha segnalato quanto accaduto alla Procura della Repubblica di Lecce. Secondo l'associazione, un piano di lottizzazione approvato e convenzionato venticinque anni fa è ormai del tutto anacronistico e frutto di un'operazione dagli intenti meramente speculativi, su uno dei tratti di costa più affascinanti del Salento, che oggi si presenta "completamente ricoperto da un'intensa macchia mediterranea, con boschi ed essenze arboree di eccezionale importanza".

Il sindaco Daniele Cretì, sentito in merito alla vicenda, smorza sul nascere le preoccupazioni: "Non ho compreso bene a cosa si voglia fare riferimento, in quanto, al momento, non c'è alcuna richiesta di attivazione di un procedimento finalizzato al rilascio di assenzi edilizi. Il procedimento è fermo, quindi, alla situazione in cui era qualche anno fa, probabilmente anche in virtù di un discorso giudiziario ancora aperto e che, peraltro, non riguarda il nostro ente".


"Qualora ci fosse una richiesta di attivazione, lo sapremmo e ci muoveremmo prontamente per difendere il territorio da eventuali interessi speculativi; se si tratta, quindi, di preoccupazioni, posso assicurare che da sindaco sono il primo, insieme alla mia amministrazione e ai miei cittadini, a tenerci al futuro di Santa Cesarea e a garantire il massimo rispetto del territorio".

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