Nuova impennata della cassa integrazione. Uil: “Troppe ombre sul lavoro”

La richiesta di cassa straordinaria registra un aumento del 107 percento. Il segretario Giannetto: "I segnali di ripresa sono ancora troppo flebili, crisi nera per le imprese"

Una protesta di lavoratori nei pressi della Prefettura (repertorio).

LECCE - Dopo la frenata registrata a gennaio, le richieste di cassa integrazione delle aziende salentine a febbraio segnano una nuova, pesante impennata. Tra interventi straordinari e in deroga, le ore autorizzate dall’Inps sono state 278mila 583, in aumento del 120 percento rispetto al primo mese dell’ano.

La cassa ordinaria (Cigo) a febbraio registra zero ore, causa il blocco delle procedure dovuto all’allineamento con le nuove regole introdotte dal jobs act. Continua a preoccupare, invece, la corsa della cassa straordinaria (Cigs), il cui numero di ore autorizzate a febbraio è pari a 262mila 326 ore, con un grave rialzo del 107 percento sul precedente dato di gennaio. Riguardo alla cassa in deroga (Cigd), le ore autorizzate sono 16mila 257 (a gennaio erano azzerate).

“Non è un buon segnale il fatto che la ripresa della cig a febbraio dipenda dal boom, rispetto a gennaio, della cassa straordinaria e della cassa in deroga e, dunque, a situazioni di difficoltà protratte nel tempo e spesso più legate a reali situazioni di crisi aziendali più strutturali che a esigenze contingenti di rallentamento della produzione - commenta Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce - . Purtroppo molte imprese della nostra provincia sono nel pieno di complicati processi di ristrutturazione o addirittura di dismissioni di intere aree”.

 “Alla luce di questi dati sulla cig, cui si aggiunge il boom dei voucher registrato nella nostra provincia nel 2015 – osserva Giannetto -, è chiaro che il mercato del lavoro attuale ha più ombre che luci. I segnali di ripresa sono ancora troppo flebili e in questo senso occorrono immediatamente politiche economiche che rilancino investimenti e consumi interni. Fondamentale, per la crescita dell’occupazione in tutta la Puglia, sarà il corretto impiego dei fondi comunitari 2014-2020, unica risorsa a disposizione delle istituzioni, per affrontare la pesante piaga della disoccupazione”.

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“Quindi – conclude il segretario provinciale Uil - la risposta ai problemi del lavoro e dell’occupazione, non può che essere politica, anzi, di una nuova e buona politica economica fatta di riduzione del peso fiscale sul lavoro, di investimenti in opere pubbliche, di rinnovo dei contratti a partire da quelli pubblici”.

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