Omicidio Romano, periti in aula confermano la ricostruzione balistica

Nuova udienza, questa mattina, nell'ambito del processo relativo all'omicidio del 36enne di Ruffano e al ferimento dell'amico avvenuti nel 2012. Davanti al giudice i consulenti tecnici d'ufficio del pm e gli esperti nominati dalla difesa. Confermata la traiettoria dei proiettili in casa della vittima: i colpi partirono dalla camera da letto

Il luogo dell'omcidiio

LECCE – Tornano in aula le parti coinvolte nel processo relativo all’omicidio di Roberto Romano, e al ferimento di Dario Traversa, avvenuti nel pomeriggio del 24 marzo 2012. Davanti al presidente della Corte d’Assise, Roberto Tanisi, questa mattina, si sono presentati sia i due consulenti tecnici d’ufficio, incaricati dalla Procura della Repubblica di Lecce, sia gli esperti nominati dalla difesa. Tutti sembrano essere d’accordo sulla ricostruzione balistica di quel pomeriggio.

L’udienza, agli sgoccioli della fase processuale, è stata focalizzata soprattutto sulle perizie eseguite negli istanti successivi al delitto, che avvenne  nell’appartamento della vittima 36enne, a Ruffano. Confermata la traiettoria dei proiettili che causarono la morte di Romano, e le lesioni a Traversa, 28enne all’epoca dei fatti. I colpi furono esplosi dall’interno della camera da letto, e arrivarono fino al corridoio dell’abitazione.

La traiettoria fu già delineata durante i primi sopralluoghi eseguiti sul luogo del crimine dai carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal capitano Biagio Marro, e dai colleghi della sezione Investigazione scientifiche di Lecce, guidati dal luogotenente Vito Angelelli. Questi ultimi ricostruirono il percorso effettuato dai colpi tramite uno spago: collegarono fisicamente i due punti, quello presunto dello sparo, e quello nel quale furono rinvenuti i bossoli.

Tra i consulenti incaricati del pubblico ministero, Roberta Licci, il medico legale Alberto Tortorella, e medico legale, Alberto Tortorella, e il comandante della sezione Balistica del Ris dei carabinieri di Parma, il colonnello Matteo Donghi.

Per la difesa dell’imputato, Michele Espedito Valentini, 30enne, invece, rappresentata dagli avvocati Francesca Conte e Pasquale Coppola, entrambi del Foro di Lecce, sono stati ascoltati il medico legale Maurizio Saliva, Martino Farneti, esperto di balistica forense e il generale Luciano Garofalo, ex comandante del Ris di Parma che in aula si è complimentato per l’attività svolta dagli inquirenti. Il presunto killer, quel giorno di tre anni addietro, raggiunse l'abitazione della vittima.

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Fu lui stesso a dichiarare che la moglie di Romano, per anni, era stata la sua amante. ma il movente passionale, ipotizzato in un primo momento, si sgonfiò successivamente: da missiva inviata ai giudici spuntò il riferimento a una somma di 30mila euro che Traversa, poi accusato di favoreggimento personale,  avrebbe richiesto a Romano, forse per un vecchio debito.

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