Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Via Piave

Nuovo agguato, colpi d’arma da fuoco contro un 44enne: è in pericolo di vita

Nel tardo pomeriggio, una raffica è stata indirizzata verso un uomo noto come "Nocciolina" nel centro di Copertino, dove la moglie gestisce una attività

Il negozio in cui è avvenuto l'agguato

COPERTINO- E’ una sorta di macchia d’olio, nera, che sta risalendo il Salento con la sua zavorra di retroscena.  Si torna a sparare ad appena tre giorni dall’omicidio di Augustino Potenza, a Casarano. Si infittisce, anche geograficamente, la trama delle recenti reti riminali del Tacco.   Nel tardo pomeriggio, altri colpi sono stati esplosi in direzione di Roberto Giancane, alias “Nocciolina”, noto con questo pseudonimo per via della sua storica attività di vendita di prodotti ortofrutticoli. Il 44enne monteronese d’origine, ma residente a Copertino, era già rimasto gravemente ferito durante un precedente agguato avvenuto nel 2002. Intorno alle 19, un proiettile lo ha raggiunto in via Piave, nei pressi di un'attività commerciale gestita dalla moglie, specializzata nella vendita di mobili antichi e oggetti usati. Almeno un altro, però, è stato esploso all'interno del locale nel quale è stato tentato l'omcidio. Sono infatti due i frammenti di proiettile rinvenuti nell'edificio, entrambi calibro 7,62.FullSizeRender-34-44

La vittima è giunta presso il pronto soccorso dell’ospedale “San Giuseppe da Copertino” a bordo di una Smart che, in un primo momento, si pensava fosse stata guidata da un suo conoscente. Qualcuno che poteva aver assistito alla scena e dunque potenziale testimone prezioso per gli inquirenti.Ma, in una seconda fase, si è appreso che Giancane è riuscito a trascinarsi con l'auto in uso alla famiglia fino all'ospedale. Guidando col torace ferito. Giunto nella struttura sanitaria in una pozza di sangue, con i carabinieri già alle sue spalle, il 44enne è stato immediatamente sottoposto a un intervento chirurgico piuttosto delicato. Le sue condizioni sono però molto critiche ed è in serio pericolo di vita.

Al termine dell'operazione è stato ricoverato in prognosi riservata nell'ospedale, dove è piantonato e tenuto sotto osservazione dal personale medico. In nottata è stato poi trasferito al "Vito Fazzi" di Lecce, in Rianimazione. Sull’accaduto indagano i carabinieri della tenenza locale, guidati dal luogotenente Salvatore Giannuzzi, e i colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Gallipoli, coordinata dal tenente Francesco Battaglia. I rilievi sono in corso dai primi istanti, da  parte dei militari del Reparto investigazioni scientifiche, al comando del luogotenente Vito Angelelli. Sul luogo, oltre agli investigatori dell'Arma, anche il sostituto  procuratore della Repubblica di Lecce,  Emilio Arnesano.

Gli investigatori stanno setacciando la zona alla ricerca delle videocamere di sorveglianza e di testimoni oculari della sparatoria. Alcuni filmati sarebbero già stati recuperati per essere visionati a breve. Al momento dell'agguato, Giancane si trovava da solo. La moglie non era infatti in negozio, nè vi sarebbero stati clienti o passanti. Chi ha agito ha studiato, evidentemente, il momento opportuno per passare all'azione. Con l'intento di uccidere, non soltanto di lanciare un messaggio. Nelle mani degli inquirenti passano ora gli interrogativi più spinosi della vicenda: chi,  per quale motivo, voleva la morte di Giancane?

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