Un’ora e mezzo per il massacro. Spunta nuovo biglietto col cronoprogramma

Un preciso cronoprogramma con le tempistiche del piano folle, trovato tra i nuovi appunti in casa. Dembech:”Mancato appagamento della propria esistenza”. Giovedì, intanto, l’interrogatorio di garanzia davanti al gip

Un fotogramma del video che gira da ieri sui social in cui De Marco rientra a casa dopo il massacro.

LECCE – Un’ora e mezzo per torturare, uccidere e rientrare. Questo il tempo che Giovanni Antonio De Marco avrebbe stabilito per mettere a segno il suo folle piano nella casa della coppia massacrata.

Un ulteriore foglietto contenente degli appunti per l’omicidio “spettacolarizzato” è stato infatti rinvenuto dai carabinieri del comando provinciale di Lecce nell’appartamento di via Fleming, dove l’aspirante infermiere viveva in una camera presa in affitto, dopo aver lasciato l’appartamento di via Montello ad agosto. Come per quello accidentalmente perso sul luogo del crimine, nel quale De Marco aveva mappato tutti i dispositivi di videosorveglianza della zona, anche da questo nuovo documento emerge la precisione e la predispisizione dei mezzi che sottolineano gli inequivocabili intenti criminosi da parte del 21enne. Su quel foglio è tracciato il tragitto tra l’appartamento della mattanza e il percorso inverso per rincasare, suddiviso puntigliosamente per segmenti temporali. 

Nella mattinata di domani, giovedì primo ottobre, lo studente reo confesso dell’assassinio di Daniele ed Eleonora comparirà davanti al gip del Tribunale di Lecce, Michele Toriello, per l’interrogatorio di convalida del fermo. Da quel colloquio, così si spera, potrebbero emergere altri dettagli. Non si conosce ancora, per esempio, il contenuto della scritta che De Marco avrebbe voluto realizzare all’interno dell’appartamento, come ha confermato il colonnello Paolo Dembech, comandante provinciale dei carabinieri di Lecce (che abbiamo intervistato nel seguente video). Né pare che il 21enne avesse portato con sé una bomboletta spray o della vernice per poterla imprimere. Resta dunque ancora incerto sia il messaggio che intendeva lasciare alla collettività, sia il mezzo con cui lo avrebbe poi concretizzato.

IMG-2033-2Sebbene permangano diverse zone d’ombra, qualche altro dettaglio comincia invece a rischiararsi. Il decreto di fermo fa definitivamente luce sul mistero del nome "Andrea", pronunciato durante la colluttazione fra Daniele e il suo aguzzino, udito da più condomini.  Quel nome, come si era cominciato a pensare già nei giorni scorsi, era quello urlato da Daniele. Implorava l’aiuto del vicino di casa, mentre veniva accoltellato senza pietà agli avambracci e poi all’addome. "Andrea. Basta. Andrea". Qualcuno ha ipotizzato potesse essere il nome dell’assassino, generando confusione e anche diversi, imbarazzanti equivoci.

Il sostegno dei vicini, del resto, c’è stato. Eccome se c'è stato. Al contrario di quanto si è detto nei primi istanti -  additando ingiustamente una fantomatica omertà -  i residenti del palazzo e dell’isolato hanno collaborato con le forze dell’ordine. Diverse le telefonate registrate, quella terribile sera del 21 settembre, dal la sala operativa della questura. Alcuni condomini hanno captato le urla e riportato tutto. Altri hanno notato l’assassino con il coltellaccio per le mani, che si è poi allontanato con estrema nonchalance. Lentamente. Procedendo verso la propria abitazione, come previsto dal suo piano, per poi essere immortalato dai fotogrammi. Uno dei quali è contenuto nella foto principale dell’articolo che state leggendo.

Nessuna grande rivelazione a proposito del movente. “Le nuove risultanze  non si discostano da quanto già emerso al momento del fermo: dalla dinamica non trasuda il movente passionale. Resta relegato a un senso di mancato appagamento della propria esistenza se rapportata a quella di Daniele ed Eleonora”, conclude il colonnello Paolo Dembech, alla guida dei vari reparti dell’Arma che hanno indagato sul caso, risolvendolo nel giro di una settimana.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

È grazie a quella indagine serrata se due famiglie, annichilite, possono ora IMG_1150-5abbandonarsi alla tregua del dolore. Sulla ringhiera del condominio al civico 2 di via Montello è stato affisso, proprio ieri, un manifesto in memoria della coppia assassinata e di ringraziamento ai carabinieri per aver fatto luce sul giallo.  “Non ci sono addii, ora andate e splendete”, hanno aggiunto due amiche della coppia, annodando la scritta a una rosa. Sotto quello che sarebbe dovuto essere il  nido di Daniele ed Eleonora, il punto di partenza che li avrebbe traghettati nel futuro.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Nuovo colpo al business della droga a Melissano: all’alba 23 in manette

  • Covid-19, aumentano i tamponi. Sono 611 i nuovi positivi e quindici i contagi nel Leccese

  • Dpcm, la protesta nasce pacifica in centro. Ma poi partono gli scontri

  • Cosparso di escrementi e bruciato con le sigarette a 3 anni se si opponeva alle molestie: otto anni al padre e allo zio

  • Il tir si ribalta col carico di frutta: ferito conducente, positivo all’alcol test

  • Virus, stabile l’andamento del contagio. Picco di 43 casi nel Salento

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
LeccePrima è in caricamento