Cronaca

Per la prima volta nel Salento un pacemaker innovativo: salva la vita di una 85enne

Il dispositivo è stato impiantato presso il reparto di Cardiologia del “Vito Fazzi” di Lecce, su una degente trasferita da un’altra struttura. Si tratta di una piccola capsula di circa un centimetro cubo, che viene posizionata nella camera cardiaca: questo nuovo strumento non inserisce nulla sotto pelle, né all’interno delle vene

L'interno dell'ospedale "Vito Fazzi"

LECCE  - Un innovativo pacemaker è stato impiantato, per la prima volta, nel Salento. Grazie al dispositivo, una donna di 85 anni è stata tratta in salvo presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dopo essere stata trasferita da un altro ospedale. A darne notizia, Ennio Pisanò - tramite il comitato “Salute Salento” - cardiologo responsabile dell’ambulatorio di Elettrofisiologia. “Si tratta di una piccola capsula di circa un centimetro cubo che viene posizionata direttamente nella camera cardiaca  - spiega il medico -  e che contiene al suo interno tutto l’occorrente per stimolare il cuore.  I pacemaker normali sono composti di due parti : una batteria che viene posizionata sotto pelle, a livello del petto e i collegamenti con lo stimolatore, tramite dei fili attraverso le vene”.

La novità  di questo apparecchio risiede nel fatto che non vi sia bisogno di mettere niente sotto pelle, né cateteri all’interno delle vene e del cuore. Sono questi i punti deboli del sistema perché si possono rompere e generare infezioni. Per la paziente 85enne non c’erano alternative. “La signora aveva una chiara indicazione all’impianto – spiega Pisanò - perché aveva dei blocchi atrio-ventricolari parossistici. Ogni tanto il suo cuore si fermava “.

Nei giorni scorsi i cardiologi dell’ospedale di provenienza avevano incontrato una serie di difficoltà nel tentativo di impiantarle un pacemaker convenzionale. Trasferita al Fazzi, il reparto di Cardiologia diretto dal primario Francesco Magliari,  ha chiesto alla direzione sanitaria una deroga urgente per l’acquisto dell’innovativo presidio salvavita (7,5mila euro). Deroga che il direttore Antonio Sanguedolce ha autorizzato con procedura d’urgenza.

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