Cronaca

Nuovo raid dei teppisti: danneggiate nove automobili

Ancora vetri infranti delle vettura in sosta, questa volta proprio nelle vie che sorgono alle spalle della questura di Lecce. I vandali si sarebbero mossi con un'utilitaria. Acquisiti diversi filmati

Vetri in frantumi, schegge sparse per le vie e tanta rabbia dei cittadini. Ancora una notte di raid vandalici, la seconda di fila. A farne le spese, nove auto posteggiate fra via Stampacchia e via Delfino, strade strette e lunghe che sorgono esattamente alle spalle di via Otranto, proprio a ridosso degli uffici della questura di Lecce e persino a due passi da quelli del Distretto investigativo antimafia. Fioccano le denunce nella sede della polizia, per questo secondo episodio consecutivo, dopo quello già perpetrato nei pressi dell'Università del Salento. Nove, questa volta, le auto interessate, dopo le 23 già distrutte due notti addietro.

Ad agire potrebbe essere lo stesso gruppo di teppisti, che si muove con una certa rapidità, forse in auto e senza neanche scendervi. Tutti i veicoli erano posteggiati sotto le abitazioni dei rispettivi proprietari. I vandali hanno infranto i lunotti posteriori e i vetri delle fiancate laterali. Atti delinquenziali fini a se stessi? Un barbaro "gioco"? Un'assurda "sfida"? Certo è che gli interni degli abitacoli non sono stati visitati. Gli autori dei gesti si sono limitati a veder esplodere i vetri, per poi fuggire con una certa rapidità.

Nei dintorni delle vie interessate da questo secondo raid, gli uomini della squadra mobile hanno recuperato i filmati delle telecamere a circuito chiuso di diverse attività commerciali. Ma si tratterebbe di apparecchi obsoleti, e i nastri stessi evidenzierebbero immagini opache, con il rischio di frenare l'indagine. Secondo gli accertamenti effettuati fino a questo momento, l'episodio si sarebbe verificato intorno all'1,30. Il fatto che siano stati danneggiati i finestrini che si affacciavano sulla strada (e non quelli che davano sul marciapiede) lascia immaginare che si trovassero a bordo di un'auto.

In base ad alcune indiscrezioni, a muoversi dovrebbero essere stati in due su un'utilitaria di colore scuro, forse una Fiat 600 o una Nissan Micra. La tecnica utilizzata potrebbe essere piuttosto datata, già usata da diversi ladruncoli di autoradio, ovvero usando la parte terminale in ceramica delle candele dei motori a scoppio.

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