Nuovo sbarco di migranti dopo cinque mesi, arrestato lo scafista

Sono 15, cinque di nazionalità iraniana e dieci irachena, tutti adulti e in buone condizioni di salute. L'imbarcazione condotta nel porto di Gallipoli

LECCE – Hanno sguardi spaesati, con un senso di rassegnazione scolpito sui volti, e silenzi molto più eloquenti di mille parole. Corpi sbarcati come merci, dai trafficanti di esseri umani, sulle coste del Salento, intorpiditi dal freddo carico di umidità che ha accompagnato la loro traversata in mare. Sono 15, cinque di nazionalità iraniana e dieci irachena, tutti adulti e in buone condizioni di salute. Migranti, che da oltre cinque mesi non si vedevano approdare sulle coste della “terra tra i due mari”, in cerca di qualcosa che sia meglio di quanto si sono lasciati alle spalle. Non parlano, non chiedono nulla. Eseguono le richieste dei finanzieri che li indirizzano verso il pullman che li condurrà al centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto per le consuete operazioni di riconoscimento, affidata ai poliziotti della questura di Lecce. A occuparsi dei profughi, stremati dal lungo viaggio, la Croce rossa italiana e i medici del 118, che hanno rifocillato i migranti e prestato loro le prime cure mediche. Ad attenderli anche le forze dell’ordine, impegnati nell’identificazione e nei controlli dattiloscopici. foto 02-6-11

Anche questa volta la macchina dei controlli e dei soccorsi è scattata puntuale. L’operazione è stata portata a termine nella scorsa notte dalle unità navali e aeree delle fiamme gialle. Le operazioni di pattugliamento delle coste hanno consentito ai mezzi della guardia di finanza di avvistare un natante con a bordo i migranti, in navigazione verso le coste italiane. Costantemente monitorato da mezzi aerei e navali, l’imbarcazione è stata “agganciata” e condotta nel porto di Gallipoli. In manette è finito lo scafista, un cittadino romeno.

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E’ il primo sbarco del 2018 sulle coste salentine. L’ultimo, infatti, risale al primo dicembre scorso, quando ben 75 migranti (nepalesi, pachistani e indiani) furono rintracciati in una piazza di Castro. Un dato che dimostra come, rispetto agli anni scorsi, le rotte dei trafficanti di esseri umani siano cambiate.
 

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