Cronaca

Securpol Security, tensione alle stelle tra i lavoratori. E’ di nuovo sciopero

Le guardie giurate protestano sotto la prefettura di Lecce e sotto la Asl. Chiedono il rispetto dei turni di lavoro ed il pagamento di due mensilità arretrate. Usb all’attacco: “La relazione dell’ispettorato del lavoro conferma le nostre denunce, ma niente si muove”

I lavoratori in via XXV luglio.

LECCE – La situazione in casa Securpol Security starebbe diventando “incandescente”. Tant’è che i lavoratori hanno deciso di incrociare nuovamente le braccia, organizzando un sit-in itinerante che ha toccato diversi punti della città: appuntamento alle ore 10, presso la direzione territoriale del lavoro di Lecce; seconda tappa la prefettura ed infine la direzione generale della Asl.

Le guardie giurate sono passate, quindi, alle maniere forti, ma solo dopo aver tentato ogni possibile soluzione: “Dopo le denunce alle autorità competenti, seguite da licenziamenti ingiustificati, contestazioni disciplinari per violazioni inesistenti, dopo vari incontri avuti sia con i vertici della prefettura che con il direttore generale dell’azienda sanitaria, senza dimenticare le denunce indirizzate all’ispettorato del lavoro, i dipendenti hanno deciso di dire basta – spiega il referente Usb, Gianni Palazzo - . Le autorità si sono dimostrare inerti di fronte alle nostre rivendicazioni su questioni gravissime, come il ritardo nell’erogazione degli stipendi, il mancato rispetto dei riposi settimanali, l’imposizione di turni di lavoro massacranti e persino le vessazioni sul luogo di lavoro”.

Il caos si è scatenato, a detta del sindacato e dei lavoratori, a causa di una gestione dei turni e dei riposi definita “irregolare”. Lo stesso dicasi per la rotazione del personale in servizio: “Il turno di 24 ore permetterebbe di organizzare il personale in modo da alternare le fasce orarie, invece ci sono persone chiamate a coprire sempre il turno di notte, quello più pesante, anche per 5 giorni di fila”.

Questo modo di fare, potenzialmente “discriminatorio”, secondo Palazzo, starebbe portando i lavoratori allo stremo. Al punto che una delle guardie “è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso, a causa di un malore provocato proprio dallo stress lavorativo e dalla mancanza di un riposo adeguato tra un turno all’altro”, aggiunge lui. Anche il contratto full-time, formalmente in vigore, non verrebbe rispettato perché “Securpol retribuisce  i dipendenti calcolando solo le ore di servizio ed il rapporto di lavoro si è trasformato, nei fatti, in un part - time”.

Queste denunce, avanzate dal sindacato, nel mese di dicembre sono state inviate all’indirizzo dell’ufficio provinciale del Lavoro che ha redatto una relazione relativa all’esito dell’indagine ispettiva. Questo resoconto è passato nelle mani della prefettura di Lecce e della Asl, ma nulla sarebbe cambiato.Usb, per ottenere la copia originale di tale relazione, ha fatto una richiesta di accesso agli atti. “L’unico documento che possiamo ottenere, infatti, è una relazione sintetica ma non originale. Ora vogliamo chiedere conto, al direttore della Asl ed al prefetto, degli esiti di quella ispezione che confermano le nostre denunce – precisa Palazzo-. E siamo pronti a rivolgerci alla Procura della Repubblica di Lecce”.

La novità che si è aggiunta nell’ultimo periodo, e che ha reso particolarmente gravosa la situazione delle guardie giurate, riguarda il mancato pagamento delle mensilità di aprile e maggio. Cui si aggiungerebbe, stando a quanto riferito sempre dal segretario Usb, il presunto mancato versamento dei contributi, dal mese di settembre 2014, in favore delle compagnie assicurative che si occupano della previdenza complementare. E già questa “sarebbe una valida ragione per rescindere il contratto sottoscritto dalla ditta con la Asl”.

Il disagio, comunque, non riguarderebbe solo i 27 lavoratori impegnati sui vari lotti dell’azienda sanitaria locale (ospedale “Vito Fazzi”, Sert e portinerie) ma anche i dipendenti impiegati su altri servizi gestiti da Securpol. Per quanto riguarda, però, l’appalto sanitario, Usb fa presente che “vengono impiegate altre persone,del tutto nuove rispetto a quelle che erano già in forze sul precedente appalto, e senza che ne sia stata data comunicazione alla direzione generale di via Miglietta”.

Palazzo sospetta che sia in atto “un tentativo di estromettere i lavoratori assorbiti da Securpol in virtù del cambio di ditte sul medesimo appalto Asl, impedendo loro di usufruire, in futuro, delle medesime garanzie fissate dalla clausola di salvaguardia sociale”. Di questo e altro torneranno a discutere, già nel corso della mattinata, con il prefetto di Lecce ed il numero uno degli uffici via Miglietta, Giovanni Gorgoni. 

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