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Un 2012 senza assistenza oncologica? Asl ancora occupata

In 100, tra autisti e operatori socio sanitari, protestano per la cessazione di un servizio primario a fine anno. Fsi denuncia: "La Puglia non può usare questi fondi per il piano di rientro sanitario"

LECCE – E’ emergenza alla Asl di Lecce, per il problema dell’assistenza ai malati oncologici. I 100 addetti (tra autisti e operatori socio sanitari), in stato d’agitazione ormai permanente, dopo forti pressioni sono riusciti ad ottenere solo la proroga del contratto -in scadenza il 31 ottobre- sino alla fine di dicembre. Il nuovo anno rischia, così, di riservare un’amara partenza e nuovi ostacoli alle centinaia di pazienti non autosufficienti, soli o a carico di famigliari non in grado di garantirne il trasferimento negli ospedali, per effettuare i cicli terapeutici. Ed ora è guerra aperta, con l’ennesima assemblea permanente (vedi occupazione), convocata dal sindacato Fsi presso la direzione generale dell’azienda sanitaria.

Perché questa “non è una questione di poco conto”, denuncia il segretario Dario Cagnazzo: in ballo ci sono sia il mantenimento dei livelli occupazionali, che l’erogazione di un servizio primario per la salute pubblica, rimpiazzato -almeno in parte- dalle prestazioni effettuate da privati o associazioni che godono di finanziamenti nazionali e regionali, come la Lilt. Ma come può, la Asl, a causa di una dichiarata mancanza di fondi, sospendere un servizio di tale urgenza, si chiede Cagnazzo. Servizio peraltro gratuito, visto che ”in molti casi, i volontari chiedono in cambio mance che non sono mai al di sotto dei 50 euro”, aggiunge lui.

OCCUPAZIONE-2E i numeri, come sempre, parlano da soli: ad oggi sono state effettuate più di 4 mila prestazioni per 655 pazienti. Fondamentale, secondo Fsi, è stato l’impiego di questa forza lavoro nell’attività - non secondaria- di completamento dell’assistenza domiciliare integrata. L’Asl di Lecce, in poche parole, avrebbe attinto a piene mani da queste risorse, sebbene assunte con netto ritardo, rispetto alle aziende gemelle del territorio regionale.Con un salto indietro, si torna al 2009, data di assunzione, con regolare concorso pubblico, di 100 persone nell’ambito del progetto “sostegno ai malati oncologici”: sui tre anni di lavoro previsto, a Lecce abbiamo appena superato il primo anno.

Da qui, la richiesta irrevocabile, di proseguire per altri 12 mesi. Anche la mancanza di fondi, per la Federazione sindacati indipendenti, è una scusa che non regge: dal momento che il progetto è stato finanziato con fondi comunitari e statali a carattere vincolato, spiega Cagnazzo, non può costituire un onere per la Regione Puglia. Né si possono effettuare tagli in questo settore, nella speranza di recuperare il disavanzo sanitario regionale (come previsto dal piano di rientro), aggiunge il sindacalista. I soldi ci sono, o si devono trovare. Poco importa agli operatori che dal primo piano di via Miglietta, non si muoveranno per un bel po’.

 

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