Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Omfesa, occupata la sala consiliare. Gli operai giocano il tutto per tutto

Le maestranze sono riunite, da questa mattina, in assemblea permanente presso il Comune di Trepuzzi. Attendono la convocazione ministeriale, recriminano il fallimento dell'azienda, sperano nel lavoro. I sindacati: "La politica intervenga subito"

LECCE – L’occupazione permanente dell’aula consigliare del Comune di Trepuzzi, avvenuta questa mattina senza alcun preavviso, rappresenta un epilogo quasi scontato della tragica condizione in cui versano gli 86 operai dell’azienda Omfesa. Nessuna iniziativa è riuscita, finora, a risollevare le sorti della storica officina metalmeccanica: non ci è riuscita la società romana Assifer, specializzata nel settore ferroviario, che si è trovata in eredità una manciata di carrozze utilizzabili e ha scelto di ritirare l’offerta; aleggia il mistero intorno ad un non meglio precisato consorzio d’imprese interessato (pare) a fittare un ramo d’azienda. Senza che siano chiari, però, i vincoli di riassunzione per tutte le maestranze che nel frattempo hanno impugnato i licenziamenti.

L’assemblea dei lavoratori non rappresenta nemmeno il gesto più estremo messo in scena dagli interessati, già provati dai due anni di mobilità (che pure hanno garantito una lunga boccata d’ossigeno) e spaventati dalla prospettiva del nulla che li attende. Le segreterie provinciali dei sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno scelto di appoggiare incondizionatamente la lotta, esprimendo “solidarietà e sostegno delle loro legittime richieste”.

“Abbiamo a che fare con lavoratori al collasso finanziario e psicologico – commentano i tre segretari -. I nervi saldi non esistono per nessuno, ormai parliamo del nulla. Tutte le maestranze Omfesa dal 2012 sono in mobilità a causa di una assurda posizione dei dirigenti aziendali. Gli operai si sono trovati coinvolti nel fallimento di un’azienda che pure vantava commesse di lavoro milionarie, in un settore trainante per il mercato ed appetibile per lo sviluppo e la crescita: ossia quello ferroviario”

Gli operai hanno scelto di attendere nella sala comunale la data di convocazione del prossimo incontro ministeriale, per quanto l’attesa si trascini ormai da mesi.

“In un Paese ricco di vertenze, quelle salentine sono emblematiche dello stallo della politica quando si tratta di risolvere problemi concreti, sbandierati per pure ragioni di propaganda – ammoniscono i tre esponenti dei sindacati di categoria afferenti a Cgil, Cisl e Uil -. Più di 80 famiglie sono state per troppo tempo bistrattate ed infine emarginate dal contesto socio-economico. Non si può più aspettare, il tempo è scaduto e stanno per terminare anche le ultime boccate d’ossigeno della mobilità. Ad attenderli ci sarà il nulla, con tutte le conseguenze sociali del caso”.

I sindacalisti si rivolgono direttamente alle istituzioni ed a tutti i rappresentanti politici: “Intervenite immediatamente con atti concreti ed ogni azione utile ad attivare tutti i canali possibili per il recupero degli impianti. E’ indispensabile far ripartire quest’importante stabilimento che da sempre è stato fiore all’occhiello della produzione metalmeccanica del Nord Salento”.

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