Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Un “Oceano” di sostanze stupefacenti: confermati più di 50 anni per 8 imputati

La Corte di Cassazione non ha modificato il verdetto del maggio 2019. Solo per il finanziere Giannone dovrà tenersi un nuovo giudizio

ROMA - Confermata dalla Corte di Cassazione la sentenza d’appello nei riguardi degli uomini coinvolti nell’operazione antidroga “Oceano”, sul traffico di ingenti quantità di droga giunta sulle coste salentine dall’Albania. Solo per uno degli imputati, il finanziere Christian Giannone, 44enne, di Cavallino, i giudici hanno annullato un capo d’imputazione, rinviando gli atti a Lecce, dove sarà celebrato un nuovo giudizio.

La pena per lui nel processo di secondo grado, terminato nel maggio del 2019, era stata di cinque mesi (pena sospesa), a fronte dei nove mesi inflitti in precedenza col rito abbreviato.  

Confermate invece le altre condanne: 14 anni, 11 mesi e 20 giorni per Ervin Gerbaj, 39 anni, di Valona; 2 anni, 1 mese e 10 giorni, più 4.400 euro di multa, per Davide Giovine, 41 anni, di Statte (in provincia di Taranto); 9 anni, 4 mesi e 26 giorni per Marenglen Halka, 38enne, di Fier; 4 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione per Gianluca Lorè, 36, di Brindisi; 7 anni, 3 mesi e 20 giorni per Giuseppino Mero, 54 anni, di Cavallino; 6 anni e 8 mesi di reclusione, a testa, per Cristian Montanaro, 42 anni, di Taranto e Alessandro Quarta, 36 anni, di Lecce; 4 anni e 9 mesi di reclusione per Alessandro Scalinci, 35 anni, di Guagnano.

Si chiude così l’ultimo capitolo della vicenda giudiziaria, iniziata nel dicembre del 2014 con le indagini svolte dai finanzieri del Gico del Nucleo di polizia tributaria di Lecce coordinate dell’allora procuratore Cataldo Motta e da Guglielmo Cataldi, oggi a capo della Direzione distrettuale antimafia, che il 13 settembre di tre anni fa sfociarono in 18 ordinanze di custodia cautelare.

Inizialmente era contestata l’aggravante della cosiddetta “transnazionalità”, il cui mancato riconoscimento nel processo d’appello incise in una riduzione degli anni inflitti ai 14 uomini che erano stati giudicati col rito abbreviato.

Il collegio difensivo era formato dagli avvocati: Ladislao Massari, Alessandro Costantini Dal Sant, Alexia Pinto, Massimo Pagliaro, Stefano Pati, Luigi e Roberto Rella, Francesco Calabro, Marco Castelluzzo, Elvia Belmonte, Giuseppe De Luca, Fulvio Pedone, Francesco Delli Noci, Umberto Leo, Rosa Albano.

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