Offese in tv alla memoria di Noemi, a processo i genitori dell’assassino

Prima udienza oggi alla coppia di Alessano accusata di aver diffamato l’ex fidanzata del figlio assassinata a 16 anni il 3 settembre 2017. La madre della vittima si è costituita parte civile

Il corpo di Noemi Durini trovato il 3 settembre 2017 nelle campagne di Castrignano del Capo

LECCE - Continuano le battaglie giudiziarie scatenate dalla morte della 16enne di Specchia Noemi Durini. Non è bastata la sentenza di condanna a 18 anni e 8 mesi di reclusione (da considerarsi definitiva per effetto del mancato ricorso in Cassazione), dell’assassino, l’ex fidanzato Lucio (all’epoca 17enne), a bloccare la spirale di veleno che si è innescata dopo l’omicidio avvenuto il 3 settembre del 2017.

Stamattina ne è iniziata un’altra, quella che vede al banco degli imputati i genitori del ragazzo, accusati di aver offeso la reputazione della vittima durante la loro partecipazione in alcune trasmissioni televisive. Ed è dunque di diffamazione aggravata a mezzo stampa il reato dal quale dovrà difendersi la coppia residente ad Alessano, al fianco dell’avvocato Luigi Piccinni, nel processo che si sta celebrando dinanzi al giudice Roberto Tanisi e nel quale, la madre di Noemi si è costituita parte civile con l’avvocato Immacolata Cecere del foro di Bari.

Nella prossima udienza fissata per il prossimo 6 novembre saranno ascoltati sia la donna che gli imputati, R.R., di 55 anni, e B.M., di 64, in merito al contenuto delle dichiarazioni rilasciate sul piccolo schermo e finite nel decreto di citazione diretta a giudizio emesso dal pubblico ministero Roberta Licci.

In particolare, i coniugi, in una puntata di “Chi l’ha visto”, andata in onda su Rai 3 il 20 settembre del 2017, riferirono questo su Noemi: “Era una ragazza notturna, altro che solare, si è infilata in casa di notte… a me lo ha detto chiaramente ti devo far impazzire… aveva problemi… era gelosa… si è chiusa nell’armadio e poi è andata a letto con mio figlio… ma la ragazzina anche di un anno più piccola, aveva un bagaglio di esperienza molto più grande”, aggiungendo “di essere stati allertati dal professore della scuola perché Noemi aveva picchiato Lucio… era tutt’altro che una brava ragazza, si accompagnava con delinquenti di trenta quarant’anni, una ragazzina di sedici e non voglio andare oltre… addirittura aveva dato i soldi ad un certo tipo per comprare una pistola e per spararci addirittura incitava mio figlio affinché ci scannasse tutti”; il 64enne aggiunse pure che “era una ragazza cresciuta allo stato brado”.

Dichiarazioni dello stesso tipo furono rilasciate anche in tre puntate della trasmissione televisiva “Quarto Grado”, su Rete 4: nella prima, del 6 ottobre 2017, la madre di Lucio attribuì a Noemi la responsabilità dei tre tso subiti dal figlio; nella seconda, il 21 aprile del 2018, il padre definì la ragazza “vittima delle sue amicizie e di chi non l’ha controllata”; nella terza, il 30 maggio 2018 la 55enne, dopo aver aggredito alcuni giornalisti, urlò affermando “siamo orgogliosi siamo vivi” ribadendo così l’accusa che Noemi volesse ucciderli, nonostante le indagini avessero già smentito questa circostanza. Ed ancora nelle puntate della “Vita in diretta” del 27 aprile del 2018 e del 19 giugno 2019, su Rai 1, il marito arrivò a dire che la ex fidanzata del figlio non aveva un padre.

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