Oltre al rogo un allagamento: vita dura per i fascicoli delle case popolari

Il 26 gennaio del 2015 nell'ufficio Casa di via Lombardia ci fu un rogo, subito circoscritto, attribuito al guasto di una caldaia. Successivamente un allagamento improvviso nello scantinato dello stesso edificio

Tra i vari uffici ospitati in via Lombardia, c'era anche il settore Casa.

LECCE - L'incendio nel quale sono andati distrutti alcuni fascicoli dell'ufficio Casa del Comune di Lecce è quello del 26 gennaio del 2015, verificatosi nell'edificio di via Lombardia, di cui v'è ampia traccia anche nelle cronache.

L'episodio, richiamato dall'assessora Silvia Miglietta nel corso della commissione consiliare di lunedì scorso, non ebbe particolari conseguenze immediate, ma gli "effetti collaterali" hanno iniziato a manifestarsi solo molto dopo, quando la nuova amministrazione comunale ha deciso di mettere mano a una ricognizione generale del patrimonio abitativo comunale per dare ordine a una materia "scottante" che si interseca anche con la vicenda delle occupazioni abusive e degli sgomberi. Su quest'ultima il deputato del M5S, Leonardo Donno, ha presentato appena ieri un esposto alla procura della Repubblica, lamentando i ritardi di quasi tutti i comuni della provincia, a partire dai più grandi, nella compilazione degli immobili occupati senza titolo. 

Un episodio "minore" nel periodo delle indagini

La gestione degli alloggi pubblici, va ricordato, è finita al centro di un'inchiesta clamorosa dalla quale è nato un procedimento giudiziario, in questi mesi in pieno svolgimento. L'attività investigativa della guardia di finanza ha coperto un arco temporale molto esteso, con spunti sin dal 2007 ma con particolare attenzione per una manciata di anni che comprendono anche il 2015. Tra gli indagati, oltre ad ex amministratori e funzionari di Palazzo Carafa, anche alcuni dipendenti in servizio presso l'ufficio Casa. 

Il rogo venne subito attribuito al guasto di una caldaia. La eco di quel fatto, dipese, più che altro, dalla circostanza che il personale in servizio e i cittadini presenti furono invitati a uscire, mentre un dipendente con disabilità rimase bloccato dalla chiusura di una porta.  Vicenda chiusa, sostanzialmente, solo con un po' di spavento. Nella ricerca del materiale cartaceo utile a ricostruire l'iter delle assegnazioni, avviata dall'attuale amministrazione, ci si è resi conto però che alcuni documenti non erano più disponibili, proprio perché preda di quelle fiamme. Ed è quanto l'esponente del governo cittadino ha riferito qualche giorno addietro, nel disorientameno di alcuni consiglieri tra i quali Adriana Poli Bortone. 

A dire il vero, poi, non fu quello l'unico episodio nel quale il patrimonio documentale dell'edilizia residenziale pubblica è stato menomato: a ridosso del trasferimento dell'ufficio Casa da via Lombardia, concretizzatosi all'inizio del 2017, ci fu un allagamento nello scantinato (per la rottura di alcune condutture) che attinse l'archivio, oltre che dell'ufficio Casa, anche dell'Anagrafe e del Settore Ambiente.

Sono 518 i beneficiari del contributo affitti

Intanto, sempre in tema di politiche abitative, è stata pubblicata la graduatoria dei beneficiari per il rimborso affitti relativo al 2018. Dei 618 richiedenti presso la sede dei Servizi Sociali, 518 sono stati ammessi al contributo, perché ritenuti in possesso di tutti i requisiti previsti dal bando in questione: “Il bando, a valere sui fondi che la Regione Puglia ha messo a disposizione di tutti i Comuni alle prese con l'emergenza abitativa - ha dichiarato l'assessora Miglietta - rappresenta una misura utile a prevenire la morosità e a ridurre il numero degli sfratti per tutte quelle famiglie in condizione di vulnerabilità per numerose ragioni. Come amministrazione comunale ci siamo subito messi in moto per garantire la massima velocità nell'espletamento delle procedure di nostra competenza. E per questo voglio ringraziare gli uffici per il lavoro svolto con solerzia e grande senso di responsabilità al fine di garantire un aiuto concreto a tanti concittadini in difficoltà e alle loro famiglie”.
 

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