Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

“Nella società post moderna non s’è spento del tutto il bisogno di Dio”

In Cattedrale il solenne pontificale del cardinale Salvatore De Giorgi nel giorno di Sant'Oronzo. Accorato l'invito a contrastare il materialismo e il relativismo etico. Questa sera i fuochi d'artificio chiuderanno le festività per i santi patroni

@TM News/Infophoto

LECCE – L’arcivescovo emerito di Palermo e cardinale, Salvatore De Giorgi, ha celebrato nella cattedrale di Lecce il solenne pontificale per la festa dei santi patroni, Oronzo, Giusto e Fortunato che, secondo il calendario, si conclude oggi. Ma le celebrazioni religiose proseguiranno domani, martedì, con la messa nella Giornata del Ringraziamento, presieduta dall’arcivescovo di Lecce, Domenico D’Ambrosio.

De Giorgi, nel 60esimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, è tornato dunque nella sua provincia, essendo originario di Vernole. Di seguito uno dei passaggi salienti dell’omelia - incentrata sulla richiesta di “essere sempre radicati e fondati nella Fede” - il cui testo integrale è disponibile in pdf in calce all’articolo.

Sorelle e fratelli carissimi, a tutti noi senza distinzioni, sacerdoti e laici, i nostri santi, che col martirio cruento hanno dato la testimonianza suprema della fede, rivolgono l'esortazione a dare la testimonianza del martirio incruento, restando radicati e fondati nella fede, che, come ci ha ricordato San Giovanni nella seconda lettura, è la vittoria che ha sconfitto il mondo. Non possiamo ignorare la crisi di fede che investe paesi di antica evangelizzazione, come l'Italia, dove essa appare fragile, stanca, evanescente, demotivata, per diverse ragioni : da quelle interne, come l'ignoranza religiosa e l'incoerenza della vita cristiana, alle sfide esterne da parte delle culture dominanti”

“La fede è messa alla prova dal secolarismo terrenista e scientista, che mette tra parentesi Dio, ritenendolo un ostacolo all'affermazione e al progresso dell'uomo, il quale sarebbe in grado di costruire il suo futuro senza Dio, pretendendo addirittura di prenderne il posto col progresso indefinito della scienza e della tecnica. La fede è corrosa dal materialismo pratico, preoccupato solo o prevalentemente del benessere materiale da raggiungere idolatrando il denaro, il potere, il piacere, il successo, ma dimenticando che, se non sono sorretti, orientati e guidati da chiare convinzioni morali, lo stesso benessere economico e il progresso scientifico e tecnico possono ritorcersi contro l'uomo, creando nuove forme di schiavitù e di ingiustizie”.

“La fede è insidiata dal relativismo etico, permissivo e libertario, che sganciando la libertà da ogni norma morale la degrada a libertinaggio, compromettendo la sicurezza sociale e la stessa stabilità della famiglia, che forze culturali, sociali e politiche tentano di delegittimarla. Per queste ragioni è necessaria da parte di noi cristiani una testimonianza di fede più robusta e convinta, più visibile e incisiva, più illuminante e persuasiva, più entusiasta ed entusiasmante, più missionaria e dialogante. Giacché nella società, ormai definita post-moderna, non s'è spento del tutto il bisogno di Dio e della trascendenza, che anzi si fa più vivo e angoscioso, anche se inconfessato e spesso incanalato verso le forme degradate della superstizione, dello spiritismo e della magia. In una parola occorre essere più radicati e fondati sulla fede”.

Leggi il testo integrale omelia_degiorgi_pdf

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