Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Omfesa, istigazione a corruzione: assolto Ennio De Leo

Si è concluso con un'assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, il processo di primo grado che vedeva come imputato l'ex legale rappresentante della società di Trepuzzi. I fatti nel 2005

Ennio De Leo.-3

LECCE - Si è concluso con un'assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, il processo di primo grado che vedeva come imputato l'ex legale rappresentante della Omfesa di Trepuzzi, Ennio De Leo. L'accusa nei confronti di De Leo, 60 anni, originario di San Pietro in Lama, era di istigazione alla corruzione.

I fatti si riferiscono al maggio del 2005 quando, secondo le indagini coordinate dall'allora sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Imerio Tramis (in servizio attualmente presso la Procura per i minorenni), De Leo avrebbe tentato di convincere, "offrendo denaro e altre utilità", l'assessore provinciale alla formazione e l'allora consigliere di parità e responsabile dei corsi di formazione della Provincia di Lecce, Silvia Nascetti, di rimodulare i corsi professionali e i progetti già presentati adeguandoli alle esigenze della Omfesa.

In particolare De Leo avrebbe cercato di fare pressioni sulla Nascetti affinché "coinvolgesse nelle attività formative soggetti, professionisti e aziende da lui suggerite", promettendole un guadagno. L'accusa ipotizzò il tentativo dell'ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce (amministrazione Poli Bortone) di far finire nelle casse dell´azienda e di persone a lui vicine, parte dei tre milioni 607mila euro finanziati dalla regione Puglia per la riqualificazione dei 167 dipendenti della Omfesa, messi in cassa integrazione dopo il ritiro delle commesse da parte delle Ferrovie dello Stato per la manutenzione delle carrozze.

A dare avvio alle indagini, condotte dai militari della guardia di finanza di Gallipoli, furono alcune intercettazioni ambientali relative a un'altra inchiesta. Le microspie collocate nello studio professionale di De Leo registrarono una conversazione sospetta tra il professionista e la Nascetti. Il giudice per le indagini preliminari Antonio Del Coco rigettò la richiesta di arresti domiciliari avanzata da Tramis, ma sospese De Leo per due mesi dalla carica ricoperta all'interno dell'azienda, autorizzando una serie di perquisizioni studio professionale, l'abitazione, la sede dell'Omfesa e l'assessorato di Palazzo Carafa.


A distanza di sei anni la tesi accusatoria non ha convinto il pubblico ministero Guglielmo Cataldi (diventato titolare del procedimento), che ha chiesto l'assoluzione. Una richiesta condivisa dai giudici della seconda sezione penale (presidente Roberto Tanisi), che hanno assolto De Leo, assistito dagli avvocati Giuseppe Corleto e Giorgio Memmo.

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