Omicida in fuga con il fidanzato, gli inquirenti scavano nella vita dei due amanti

Tabulati, celle telefoniche agganciate, movimenti bancari e videocamere di sorveglianza. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni contatto e ogni dettaglio che possa condurli sulle tracce dei due amanti fuggitivi: Rosa Della Corte, la ragazza di 29 anni di Casandrino e Lorenzo Trazza, 26enne di Muro Leccese

Nella foto, madre e sorella di Lorenzo Trazza.

LECCE – Tabulati, celle telefoniche agganciate, movimenti bancari e videocamere di sorveglianza. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni contatto e ogni dettaglio che possa condurli sulle tracce dei due amanti fuggitivi: Rosa Della Corte, la ragazza di 29 anni di Casandrino e Lorenzo Trazza, 26enne di Muro Leccese. La donna sarebbe dovuta rientrare in carcere a Lecce, dove sta scontando una condanna a 18 anni per l’omicidio del fidanzato (il militare Salvatore Pollasto, assassinato il 4 aprile del 2003), lo scorso 22 agosto, entro le 10. Da allora, però, di Rosa (che stava usufruendo di un permesso premio) si sono perse le tracce.

Anche Trazza è scomparso da venerdì, il 26enne aveva accompagnato la fidanzata in Campania dai suoi famigliari, per fare ritorno a casa venerdì della scorsa settimana. Dopo l’ultima telefonata a casa, però, nessuna notizia. Il suo cellulare da allora risulta spento. La madre e la sorella, preoccupate, lanciano un appello a Lorenzo perché faccia ritorno a casa.

Un ragazzo semplice e tranquillo, così descrivono i famigliari il 26enne, innamoratissimo di Rosa, conosciuta proprio grazie alla sorella Antonietta. I nomi dei due fuggitivi sono stati iscritti nel registro degli indagati rispettivamente per evasione e favoreggiamento. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Stefania Mininni, sta scavando nella vita dei due amanti, che difficilmente hanno fatto ritorno nel Salento. Bisogna capire chi possa aver offerto appoggio e sostentamento ai due ragazzi, e se sia stata una fuga improvvisa o di un piano studiato da tempo.

Lecce è stata per Rosa l’ultima tappa di una lunga peregrinazione tra le carceri italiane: Napoli, Perugia e Trani. Grazie al suo legale, l’avvocato Carlo Gervasi, che la segue da tre anni nell’esecuzione della pena, Rosa ha iniziato un nuovo percorso, trasformandosi da detenuta irrequieta e indisciplinata, a carcerata modello. Un percorso lungo e complicato che, dopo una luna serie di permessi premio e sconti di pena per buona condotta, avrebbe dovuto condurla a ottenere gli arresti domiciliari e l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Per questo lo scorso 8 luglio era stata fissata l’udienza per la 29enne, in cui i giudici avrebbero dovuto decidere sulla concessione dei domiciliari. Una decisione rinviata però a ottobre per le gravi condizioni fisiche della detenuta: in tre mesi Rosa ha perso quasi 25 chili, trasformandosi in una figura esile ed emaciata. Da qui la decisione di sottoporla a visita medica, con un rinvio di ben tre mesi. Una doccia fredda cui si era poi aggiunto il rigetto della richiesta del permesso premio.

“Non ce la faccio più”, ha confidato la giovane donna al suo legale, che in questi mesi ha cercato di sostenerla e convincerla ad accettare e rispettare le rigide regole del sistema carcerario e della burocrazia giudiziaria. Le era stato concesso, il 16 agosto, un permesso premio di sei giorni. Rosa Della Corte, del resto, sarebbe tornata libera tra meno di tre anni. Nel 2005 ha perso il padre e la madre è gravemente malata.

Una storia drammatica e maledetta quella dell’ex ragazza ribelle e bellissima. La regina di Casandrino, uno dei tanti paesi dell’entroterra napoletano, un paese che non è sul mare e non è sul Vesuvio. Un paese come tanti altri. Casandrino è anche lo sfondo di una storia d’amore, quella con Salvatore Pollasto, conclusa in maniera tragica. La mattina del 4 aprile 2003 il corpo di Salvatore viene ritrovato in una Y10 bianca, in un vicolo di Casandrino, alla periferia Due coltellate lo hanno colpito, mortalmente, all'addome. Il militare ha i pantaloni calati fino al ginocchio, e gli slip sono in parte abbassati. I polsi del giovane poi presentano dei segni, delle ecchimosi, come se fosse stato legato.

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I sospetti si concentrano subito sulla fidanzata, Rosa Della Corte, 18 anni, arrestata sei mesi dopo. Un processo indiziario in cui l’imputata si è sempre professata innocente. In primo grado la donna è stata condannata a 25 anni per omicidio volontario, pena poi ridotta in appello a 18 anni e confermata, nel 2006, dalla Corte di Cassazione. 

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