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Una foto della scena del crimine.

Una foto della scena del crimine.

Strage di Cursi, a maggio l’assassino davanti al giudice per il rito abbreviato

L’uomo è accusato dell’omicidio di tre vicini di casa: Andrea Marti, di 36 anni, e il padre e la zia di questo, Francesco Antonio e Maria Assunta Quarta

LECCE - E’ stata fissata per il 15 maggio, davanti al giudice Simona Panzera, l’udienza per valutare la richiesta di rito abbreviato avanzata da Roberto Pappadà, il 57enne artefice della strage compiuta lo scorso 29 settembre in via Tevere a Cursi.

L’uomo, accusato dell’omicidio dei tre vicini di casa Andrea Marti, di 36 anni, e il padre e la zia di questo, Francesco Antonio, di 63 anni, e Maria Assunta Quarta, di 55, aveva chiesto di essere giudicato in abbreviato (così da ottenere lo sconto di un terzo della pena), dopo aver ricevuto il decreto di giudizio immediato.

Il giudice lo aveva quindi mandato a processo ordinario (come richiesto dal pm), senza lo svolgimento dell’udienza preliminare, in considerazione della sua confessione. Proprio dopo l’arresto, durante l’interrogatorio, Pappadà affermò: “So che ho sbagliato e pagherò per quello che ho fatto”.

All’origine del gesto, ci sarebbe la rabbia covata nel tempo per ragioni di parcheggio e che Pappadà sfogò quella sera di fine settembre, aprendo il fuoco di un revolver Smith & Wesson calibro 357 magnum, detenuto illegalmente, e freddando così Andrea Marti, poi il padre e la zia (deceduta successivamente in ospedale). La madre di Andrea, invece, riportò ferite lievi.

Il 57enne è difeso dall’avvocato Nicola Leo, mentre i familiari delle vittime sono assistite dagli avvocati Arcangelo Corvaglia e Marino Francesco Giausa.

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