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Cronaca Copertino

Omicidio Nestola, la vittima alla madre della compagna: “Vivo con l’ansia. Lei mi sta stalkerizzando”

Tredici giorni prima del delitto, Rosella Manieri si recò in casa della vittima per sollecitarla ancora una volta a rompere la relazione con la figlia. Il colloquio è stato trovato in un file audio estrapolato dal cellulare dell’ex carabiniere

COPERTINO - Il carabiniere in quiescenza Silvano Nestola non era accettato dai genitori di Elisabetta, la donna con cui da qualche mese aveva una relazione, e per questo sarebbe stato eliminato. E’ quanto sostiene l’inchiesta condotta dai pubblici ministeri Paola Guglielmi e Alberto Santacatterina con i carabinieri del nucleo investigativo e del Ros di Lecce, che due giorni fa ha portato in carcere il padre della compagna: Michele Aportone, 70enne di San Donaci (Brindisi).

Particolarmente utile a individuare il movente è stato un file audio trovato nel cellulare della vittima.

Riguarda un colloquio molto acceso avuto con la madre di Elisabetta, Rossella Manieri, di 62 anni (indagata a piede libero per l’omicidio), il 20 aprile, tredici giorni prima dell’agguato mortale dell’ex militare, colpito con quattro colpi di fucile mentre usciva da casa della sorella, nelle campagne di Copertino, dove aveva cenato, insieme col figlio undicenne.

“Lei mi sta facendo stalking. Io non posso uscire da casa perché ho l’ansia grazie a lei. Con trent’anni di servizio ai carabinieri, neanche i delinquenti mi hanno seguito, ha capito signora? Quindi lei la prossima volta la denuncio”. E ancora: “E’ pregata di non venire più a casa mia per favore”.

Davanti all’ennesimo invito della donna a tenersi alla larga, la vittima risponde: “Io la lascio stare semplicemente sa perché? Perché non la voglio vedere più… a lei.. ha capito? perché mi sta mettendo ansia lei, ha capito? E’ una persona maleducata, io le ho detto cinque volte di non venire qua e lei continua a venire, capito?”

A questo punto la 62enne gli avrebbe fatto presente che le sue visite erano legate al fatto che lui non era un uomo di parola perché, nonostante le promesse, continuava a vedere la figlia.

“Lei sta sbagliando signora, la denuncio per stalker, lei è una stalker, io non sono più padrone di uscire fuori di casa mia, ha capito?” tuona a quel punto Nestola che in uno scambio successivo afferma di aver già spiegato a Elisabetta le ragioni del suo allontanamento: “Lei ha ottenuto il suo risultato però è pregata di non farsi vedere più ha capito?”.

Alle accuse della donna di aver rovinato la sua famiglia, lui risponde: “Io non ho rovinato niente perché sua figlia…sua figlia..sua figlia è grande, maggiorenne e vaccinata”.

Il dialogo si conclude con Nestola che afferma: “Io ho una parola…io queste chiacchere che fa lei non mi interessano perché io ho combattuto e non ho mai avuto paura dei delinquenti, figuriamoci se ho paura delle…delle minacce sue, ha sbagliato proprio cosa”.

Quattro giorni dopo, il 45enne rifiutò un invito al mare di Elisabetta che, intuendo il motivo, gli scrisse su wathsapp: “Non mi dire che si è fatta viva quella”, e ancora: “Io sto soffrendo, sono distrutta, credimi. Questa situazione mi sta ammazzando, non so che fare. Aiutami ti prego”.

Il giudice Sergio Tosi che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare nei riguardi del 70enne per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, non esclude che ad aizzarlo possa essere stata proprio la coniuge che, stando alle indagini, aveva manifestato maggiore interessamento alla vita privata della figlia. Il padre però non sarebbe stato da meno. Fu lui ad acquistare il gps, collocato di nascosto nell’auto utilizzata da quest’ultima, per controllare gli spostamenti.

E’ atteso per martedì, l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Lecce, durante il quale l’arrestato potrà respingere le accuse e fornire una propria versione dei fatti, assistito dall’avvocata Francesca Conte.

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