Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio Basile: assolto anche in appello Vittorio Colitti junior

Vittorio Luigi Colitti è innocente. I giudici della Corte d'Appello di Lecce lo hanno assolto dall'accusa di omicidio (in concorso con il nonno) di Peppino Basile, il consigliere dell'IdV assassinato a Ugento il 15 giugno del 2008

 

LECCE – Vittorio Luigi Colitti è innocente. I giudici della Corte d’Appello di Lecce lo hanno assolto, per la seconda volta, dall'accusa di omicidio (in concorso con il nonno) nei confronti di Peppino Basile, il consigliere dell'Italia dei Valori assassinato a Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno del 2008. La sentenza è stata emessa dopo meno di un’ora di camera di consiglio. Bisognerà attendere novanta giorni per conoscer le motivazioni dei giudici. Già in primo grado, il 27 dicembre del 2010, i giudici del Tribunale per i minorenni avevano assolto Vittorio Luigi Colitti per “non aver commesso il fatto”. L’accusa aveva chiesto una condanna a quindici anni di reclusione.

L’impianto accusatorio non aveva trovato riscontro nel verdetto di primo grado. Nelle circa 130 pagine di sentenza i giudici (presidente Aristodemo Ingusci, estensore Lucia Rabboni) avevano smontato, a loro volta, passo dopo passo, l'ipotesi accusatoria, a cominciare dalla deposizione della bimba, presunta testimone oculare dell'omicidio. Riguardo alle intercettazioni a carico della famiglia Colitti, i giudici hanno evidenziato come «non vi sia un solo riferimento a una diretta responsabilità di nonno e nipote nell'azione omicidiaria». Inoltre, anche la tempistica non sembra coincidere, poiché Vittorio Luigi avrebbe avuto solo "tre minuti per salire a casa, comunicare quanto accaduto ai genitori, ripulirsi o almeno togliersi gli abiti, e decidere di seguire il padre in strada". Labile, infine, anche il movente dell'omicidio, frutto, secondo l'accusa, di vecchi conflitti e dissapori accumulatisi negli anni tra i Colitti e la vittima: "Nessuno, in tutto il processo - si legge nella sentenza -, fa riferimento a eventuali motivi di malanimo fra Basile e i Colitti".

Grande soddisfazione è stata espressa dai legali dell’imputato, gli avvocati Francesca Conte e Roberto Bray. “Siamo molto soddisfatti per un verdetto che conferma quanto già espresso nel processo di primo grado – hanno commentato gli avvocati –. Una sentenza giusta e inattaccabile, che ha sposato in pieno la tesi difensiva”.

Rimane il mistero di un omicidio ancora senza colpevoli. Quella del 14 giugno 2008 era una calda notte di giugno, quasi afosa, eppure nessuno ha sentito le urla disperate della vittima, il cui corpo giaceva in mezzo alla strada, ben illuminato da un lampione. Nessuno, però, sembra aver visto nulla. È questa una delle peculiarità di questa vicenda, avvolta da una fitta cortina di omertà e silenzi, che le indagini degli inquirenti hanno fatto fatica a diradare.

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