Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio Basile: continuano serrati gli interrogatori

In attesa degli accertamenti sul coltello ritrovato ieri mattina nelle campagne di Ugento affidati al Ris, in giornata ascoltate altre persone vicine al consigliere. In Procura un vertice con Motta

Il giorno del funerale. Migliaia di persone presenti.

In attesa degli accertamenti sul coltello ritrovato ieri mattina nelle campagne di Ugento affidati al Ris di Roma per capire se vi siano tracce di sangue e se siano compatibili con quello della vittima, in giornata sono continuati gli interrogatori di amici, parenti, conoscenti di Peppino Basile. Gli inquirenti - indagini in parallelo coordinate da polizia e carabinieri - mantengono il massimo riserbo su eventuali sviluppi investigativi, ma il lavoro si concentra sul passato della vittima, su eventuali incroci con persone scomode, o con chi avrebbe tenuto in sospeso qualche affare economico o passionale che sia.

Alcuni anni fa, Basile avrebbe raggiunto la Germania dove, a quanto se ne sa, l'uomo aveva allacciato una relazione con una signora tedesca. E per rimanere nel paese teutonico, avrebbe avuto bisogno del ticket sanitario del posto. Per ottenerlo avrebbe fatto carte false, ma sarebbe stato poi scoperto dagli inquirenti tedeschi. A testimoniare del carattere focoso di Basile, ci sarebbe anche un altro episodio in cui il consigliere provinciale avrebbe subito l'ennesima intimidazione tesa da ignoti. Alcuni balordi gli rigarono l'Alfa Romeo con un oggetto contundente e Basile, accortosi dello sfregio subito, si recò in commissariato urlando e sbraitando contro gli agenti che a suo dire avrebbero dovuto garantire maggiore sicurezza ai cittadini.

Intanto sul fronte delle indagini, sarebbe finita sotto torchio in particolare una donna dell'Est con la quale Basile si frequentava. Ascoltati in mattinata anche i famigliari della donna e i suoi conoscenti; intanto in Procura, c'è stato un nuovo supervertice tra il procuratore aggiunto Ennio Cillo, il sostituto procuratore Cataldo Motta e i dirigenti della squadra mobile. Non si esclude alcuna pista e la presenza del massimo esponente della Dia conferma come anche la pista su eventuali commistioni poltica-criminalità non sia stata ancora del tutta abbandonata.

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