Omicidio di Copertino: dinanzi al gip Margari conferma il movente passionale

Interrogatorio nel carcere di Borgo San Nicola per Luigi Margari, il 34enne di Copertino accusato dell'omicidio di Fabio Frisenda, 33 anni e suo concittadino, assassinato venerdì scorso in via San Cosimo, una strada nelle campagne della cittadina di San Giuseppe. Margari, assistito dall'avvocato Elvia Belmonte, è comparso dinanzi al gip per l'udienza di convalida dell'arresto

LECCE – Interrogatorio nel carcere di Borgo San Nicola per Luigi Margari, il 34enne di Copertino accusato dell’omicidio di Fabio Frisenda, 33 anni e  suo concittadino, assassinato venerdì scorso in via San Cosimo, una strada nelle campagne della cittadina di San Giuseppe. Margari, assistito dall’avvocato Elvia Belmonte, è comparso dinanzi al gip Carlo Cazzella ( e al sostituto procuratore della Dda Guglielmo Cataldi) per l’udienza di convalida dell’arresto. Il 33enne è parso, come sempre, deciso e impassibile nel ricostruire quel pomeriggio di morte.

Al gip Margari ha raccontato di aver incontrato per caso la vittima, dopo molti mesi, e di avergli chiesto conto delle presunte avance fatte alla sua compagna quando si trovava in ospedale dopo esser stato gravemente ferito in un agguato. Tra i due sarebbe nato un furioso litigio, poi degenerato. L’assassino, accecato dalla rabbia e dalla gelosia, ha esploso due colpi di arma da fuoco: Frisenda è stato colpito da un solo proiettile (un secondo colpo è andato a vuoto) che lo ha centrato alla schiena ed è fuoriuscito dall’emitorace sinistro. Poi, dopo aver nascosto l’arma, sarebbe fuggito a bordo della sua auto, da solo. Nessuna premeditazione dunque.

Nel lungo interrogatorio Margari ha dunque confermato la pista passionale di un rancore covato per due anni, dall’agosto del 2012, data della sparatoria in cui fu raggiunto da cinque proiettili. Una tesi che, però, non sembra convincere gli inquirenti (come evidenziato dal procuratore Cataldo Motta). Quello di Margari è un nome e un volto assai conosciuto nella città di San Giuseppe, soprattutto per i modi violenti e la spregiudicatezza, oltre che per il background criminale. Difficile ipotizzare che uno come Margari potesse attendere due anni prima di consumare la propria vendetta. Più probabile, anche se saranno le indagini a stabilirlo, che a dare origine all’omicidio ci sia un debito contratto da un parente della vittima con lo stesso 34enne che avrebbe, con metodi piuttosto sbrigativi, chiesto la restituzione del denaro. Nella vicenda, per evitare gravi conseguenze, si sarebbe intromesso Fabio Frisenda, Un’ingerenza che potrebbe aver pagato con la vita. L’omicidio potrebbe anche scaturito per vicende legate al mercato della droga.

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La tesi del 34enne, del resto, potrebbe presto essere smentita dagli investigatori. Le indagini, condotte dal colonnello Saverio Lombardi, comandante del Reparto operativo, e dal capitano Biagio Marro, a capo del Nucleo investigativo del comando provinciale dell'Arma (ufficiali con una lunga serie di casi risolti), stanno analizzando tabulati telefonici, riscontri tecnici e testimonianze per confutare o avvalorare la tesi dell’omicida e accertare la presenza di un eventuale complice. In particolare, vi sarebbe stato un litigio con Frisenda alcuni giorni prima dell’omicidio.

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