Omicidio di Copertino, Margari sceglie il giudizio abbreviato. Udienza a ottobre

Ha scelto di esser giudicato con il rito abbreviato Luigi Margari, il 34enne di Copertino accusato dell'omicidio di Fabio Frisenda, 33 anni e suo concittadino, assassinato a luglio scorso in via San Cosimo, una strada nelle campagne della cittadina di San Giuseppe. Il giudizio si terrà a ottobre prossimo dinanzi al gup Antonia Martalò

LECCE – Ha scelto di esser giudicato con il rito abbreviato Luigi Margari, il 34enne di Copertino accusato dell’omicidio di Fabio Frisenda, 33 anni e  suo concittadino, assassinato a luglio scorso in via San Cosimo, una strada nelle campagne della cittadina di San Giuseppe. Il giudizio si terrà a ottobre prossimo dinanzi al gup Antonia Martalò.

Margari ha sempre sostenuto che alla base dell’omicidio vi sia la pista passionale, e di di aver incontrato per caso la vittima, dopo molti mesi, e di avergli chiesto conto delle presunte avance fatte alla sua compagna quando si trovava in ospedale dopo esser stato gravemente ferito in un agguato. Tra i due sarebbe nato un furioso litigio, poi degenerato. L’assassino, accecato dalla rabbia e dalla gelosia, avrebbe esploso due colpi di arma da fuoco: Frisenda fu colpito da un solo proiettile (un secondo colpo andò a vuoto) che lo centrò alla schiena e fuoriucì dall’emitorace sinistro. Poi, dopo aver nascosto l’arma, sarebbe fuggito a bordo della sua auto, da solo. Nessuna premeditazione dunque.

Al gip, nel corso di un lungo interrogatorio Margari confermò la pista passionale di un rancore covato per due anni, dall’agosto del 2012, data della sparatoria in cui fu raggiunto da cinque proiettili. Una tesi che, però, non sembra convincere gli inquirenti. Quello di Margari è un nome e un volto assai conosciuto nella città di San Giuseppe, soprattutto per i modi violenti e la spregiudicatezza, oltre che per il background criminale.

MARGARI LUIGI 1-4Difficile ipotizzare che uno come Margari potesse attendere due anni prima di consumare la propria vendetta. Più probabile, che a dare origine all’omicidio ci sia un debito contratto da un parente della vittima con lo stesso 34enne che avrebbe, con metodi piuttosto sbrigativi, chiesto la restituzione del denaro. Nella vicenda, per evitare gravi conseguenze, si sarebbe intromesso Fabio Frisenda, Un’ingerenza che potrebbe aver pagato con la vita. L’omicidio potrebbe essere anche scaturito per vicende legate al mercato della droga.

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Nelle indagini, condotte dal colonnello Saverio Lombardi, comandante del Reparto operativo, e dal capitano Biagio Marro, a capo del Nucleo investigativo del comando provinciale dell'Arma (ufficiali con una lunga serie di casi risolti) sono stati vagliati e analizzati tutti gli elementi: tabulati telefonici, riscontri tecnici e testimonianze. In particolare, è emerso un litigio tra Margari e Frisenda alcuni giorni prima dell’omicidio.

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