Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Omicidio di Melissano, l'autopsia: Manco ucciso con cinque coltellate

La conferma è arrivata dall'autopsia, a causare la morte di Mario Manco, 73enne trasportatore in pensione di Melissano, sono state cinque coltellate. Una, in particolare, quella letale, che ha colpito l'uomo al torace

 

LECCE – La conferma è arrivata dall’autopsia, a causare la morte di Mario Manco, 73enne trasportatore in pensione di Melissano, sono state cinque coltellate. Una, in particolare, quella letale, che ha colpito l’uomo al torace, perforando il polmone. L’esame autoptico è stato eseguito dal medico legale Roberto Vaglio. Una tragedia familiare che ha scosso tutto il paese quella avvenuta sabato scorso. L’uomo è spirato sul suo letto, dove è stata trovata anche l'arma del delitto, un coltello da cucina. A uccidere il 73enne potrebbe essere stata la moglie, Mehmeti Fitnet, 62enne albanese. I rapporti tra la vittima e la donna, che ha tentato a sua volta di uccidersi tagliandosi le vene, erano da tempo incrinati.

Ci sono dunque nuovi importanti elementi riguardo a quanto accaduto al civico 78 di via Arrigo Boito, in quel tragico e afoso pomeriggio d’estate. Altri aspetti si potranno comprendere dall'ascolto della moglie, che per il momento, però, è da escludere. La donna è stata trovata nelle vicinanze, sul pavimento, a sua volta ferita con profondi tagli sugli avambracci e ai polsi. Ha perso molto sangue e versa ancora in gravi condizioni. I carabinieri del nucleo investigativo di Lecce, comandati dal capitano Biagio Marro, e della compagnia di Casarano, coordinati dal capitano Aniello Mattera, stanno svolgendo approfonditi accertamenti tecnici sulla scena della tragedia, proprio per fugare ogni dubbio sull'esatta successione degli avvenimenti.

Potrebbe essere stato un omicidio seguito da un tentativo di suicidio, un copione che sempre più spesso tende a ripetersi nelle province e nella famiglie italiane. Al momento, Mehmeti Fitnet è indagata a piede libero per omicidio volontario. Gli investigatori, da alcuni dettagli, ritengono che l'episodio sia maturato nella giornata di venerdì. Giovedì sera, infatti, la coppia ha posto all'esterno un contenitore dei rifiuti, affinché fosse svuotato, e venerdì non era ancora stato riportato in casa. Solo sabato mattina, un nipote e un amico, maresciallo dei carabinieri in congedo, passando davanti all'abitazione, si sono accorti di quel contenitore, giudicando la cosa molto singolare e decidendo di entrare in casa, avendo già intuito che potesse essere accaduto qualcosa di grave.

Cos'abbia scatenato questo drammatica sequenza di morte, da cui il 73enne, persona sofferente, tanto da usare un respiratore, è rimasto travolto, non è chiaro: se un momento di depressione, una lite, qualche profondo malumore covato nel tempo e scatenatosi nelle ultime ore. La donna si trova attualmente ricoverata nell’ospedale “Ferrari” di Casarano.

 

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