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Omicidio di Noemi, la perizia psichiatrica: capace di intendere e di volere

I risultati della consulenza disposta dal gip del Tribunale per i minorenni nei confronti del 17enne accusato dell'omicidio della ragazza di Specchia

LECCE – Capace di intendere e di volere al momento dei fatti. E’ questo l’esito della perizia psichiatrica disposta nei confronti del 17enne di Montesardo accusato dell’omicidio di Noemi Durini, la 16enne di Specchia assassinata e ritrovata nelle campagne di Castrignano del Capo a distanza di dieci giorni dalla scomparsa. A stabilirlo i due consulenti nominati dal gip del Tribunale per i minorenni, Ada Colluto: Alessandro Zafferano e Maria Grazia Felline, cui si sono affiancati i periti nominati dalla Procura, la psichiatra Mariangela Pascali e la psicologa Michela Francia. Anche i legali del 17enne, gli avvocati Luigi Rella e Paolo Pepe, hanno nominato un loro consulente. I risultati delle perizie e della capacità di stare in giudizio saranno discussi in sede di incidente probatorio il mese prossimo.

Nel decreto di fermo il sostituto procuratore della Repubblica Anna Carbonara ha contestato l’omicidio premeditato, per aver provocato “la morte di Noemi prelevandola alle 4.51 dalla sua abitazione con la Fiat 500 di proprietà della sua famiglia e conducendola in aperta campagna colpendola con l’uso di corpi contundenti; con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione, per motivi abietti o futili e di aver agito con crudeltà”.

Il 17enne ha dichiarato “di essersi immesso lungo uno strada che lo conduceva verso il centro abitato di Castrignano del Capo ma prima di arrivarvi, svoltava a sinistra lungo una strada sterrata. Qui dichiarava di essersi parcheggiato e, con la scusa che si sarebbero fumati una sigaretta, scendeva dall’auto insieme a Noemi con la quale si addentrava in un uliveto dove poi, approfittando di un momento propizio, colpendola con un coltello al collo, continuando a colpirla con delle pietre alla testa”. Poi si sarebbe allontanato “dal luogo dei fatti repentinamente con la propria autovettura disfacendosi del manico del coltello avvolto nella propria maglietta in un luogo che non ha saputo indicare”. Il giovane assassino è attualmente detenuto nel carcere minorile di Cagliari con l’accusa di omicidio premeditato.

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