Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Omicidio di Ruffano, l'accusa invoca una condanna a trent'anni per Valentini

Trent'anni di reclusione. Questa la richiesta della pubblica accusa nei confronti di Michele Espedito Valentini, il 28enne di Supersano accusato dell'omicidio di Roberto Romano e del ferimento di Dario Traversa, avvenuti il 24 marzo 2012

LECCE – Trent’anni di reclusione. Questa la richiesta della pubblica accusa nei confronti di Michele Espedito Valentini, il 28enne di Supersano accusato dell’omicidio di Roberto Romano e del ferimento di Dario Traversa, avvenuti il 24 marzo 2012. Valentini è accusato di omicidio volontario. Cinque anni, invece, la richiesta del pubblico ministero per lo stesso Traversa, accusato di favoreggiamento personale per non aver rivelato agli inquirenti l’identità di Valentini. L’udienza è stata aggiornata a giovedì prossimo, quando discuteranno i legali degli imputati: gli avvocati Mario Coppola e Francesca Conte (per Valentini), e Francesco Vergine (per Traversa).

Un omicidio scaturito al culmine di una violenta discussione, in cui la situazione sarebbe degenerata e il 28enne avrebbe esploso alcuni colpi di pistola nella stanza da letto della vittima. Romano sarebbe poi deceduto durante il trasporto in ospedale, mentre Traversa è rimasto ferito al femore sinistro.

Espedito Valentini-6Valentini fu arrestato alcuni giorni dopo, quando si consegnò ai carabinieri di Maglie, dove ad attenderlo c’era il suo legale, l’avvocato Mario Coppola. Nei suoi confronti il gip Carlo Cazzella aveva emesso, il 31 marzo 2011, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il 27enne era irreperibile da una decina di giorni. Il 27enne spiegò ai magistrati di aver intrapreso, già da un po’ di tempo, una relazione con la moglie della vittima. Relazione di cui probabilmente Romano aveva saputo, anche perché aveva notato Valentini aggirarsi, il giorno dell’omicidio, nei pressi della sua abitazione. Nel pomeriggio Roberto Romano si sarebbe recato a casa del suo rivale invitandolo a casa per un chiarimento. “Non doveva succedere – affermò il 27enne –, è stata una tragedia”.

I sospetti dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, guidati dal capitano Biagio Marro, si indirizzarono quasi subito su Valentini. Nonostante la complessità della vicenda e il contesto di silenzi e connivenze in cui il grave fatto di sangue si consumò, furono necessarie meno di 24 ore, infatti, per tracciare un profilo del presunto assassino e del possibile movente. La ricostruzione dei fatti partì dall'analisi della scena del crimine, che permise di ipotizzare una conoscenza e una frequentazione del killer con Romano e Traversa, tale da giustificare l'ingresso in casa. Da qui, la minuziosa indagine dei militari, che incontrarono notevoli difficoltà a causa della reticenza di diversi residenti nella zona a esporsi. Indagine serrate e articolate che hanno trovarono riscontro negli inquirenti.

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