Cronaca Via Carlo Alberto Dalla Chiesa

Tragedia della follia: l'ennesima lite in casa, poi uccide il figlio a coltellate

Enzo Caretto, 70enne, beveva e spesso aveva alterchi in casa. Questa notte, il figlio Giovanni, 32enne, temendo per la madre e la sorella, è stato assassinato intervenendo per sedare gli animi. Il fendente fatale al costato destro

L'abitazione dell'omicidio. Una parente della famiglia Caretto parla con i carabinieri (foto LeccePrima, tutti i diritti riservati).

 

GUAGNANO – La tragedia s’è consumata in una notte di nebbia appiccicosa, alla fine del paese, in un’anonima palazzina popolare, fra buie campagne solcate da un vecchio passaggio a livello. In via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Guagnano, neanche la luce dei lampioni a rischiarare la calma irreale che ha seguito le urla folli lanciate nella notte da un padre assassino. Un dramma annunciato, si mormora. Enzo Caretto, 70enne, pensionato, una vita da operaio per la Fiat-Hitachi, era già stato segnalato ai servizi sociali dai carabinieri della stazione locale, che quel luogo conoscevano bene per esserci andati più volte, nel tempo.

Le liti in famiglia, quasi una routine, da affogare nel bicchiere, sempre troppo pieno. L’ultima, però, è sfociata nel sangue, portando via una giovane vita, sacrificata sull’altare della follia.

Giovanni, 32enne, figlio minore, un impiego da operaio presso il cinema “Multisala” di Surbo, stava dormendo, o, almeno, ci stava provando, quando, per l’ennesima volta, le urla hanno riempito le stanze. Temeva per la madre, anziana, con problemi di deambulazione, e verso la quale sembra che l'uomo stesse sbraitando. Temeva anche per sua sorella maggiore, affetta a sua volta da problemi di salute. Sapeva, forse, in cuor suo, che quel padre irascibile, a volte incontrollabile, avrebbe potuto far male.

La sua figura ha attraversato il corridoio, gli sguardi dei due si devono essere incrociati, la madre aveva già chiamato i carabinieri. Ma è stato sufficiente un unico, fatidico istante, per cancellare una vita. Il fendente è stato secco, rapido, e profondo abbastanza per uccidere. Enzo Caretto, poco prima, aveva afferrato un coltello, dalla cucina. Forse il figlio non ha fatto a tempo ad accorgersene, o forse ha visto la lama baluginare, ma non pensava che il padre sarebbe arrivato a tanto.

Il colpo, nel costato destro, è stato inferto in preda ad un accesso d’ira incontenibile, a una furia cieca. Il giovane s’è accasciato sul pavimento, in una pozza di sangue. In pochi secondi, ha smesso di respirare. La prima ipotesi: collasso cardiorespiratorio e recisione di un grande vaso.  La seconda telefonata, al 112, quando i militari erano già per strada, ha annunciato, glaciale, l’epilogo. I sanitari del 118, che di lì a poco avrebbero raggiunto a loro volta il posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane.

L’anziano, invece, è stato fermato e condotto in caserma, poi in ospedale. Quando i carabinieri sono arrivati in via Carlo Alberto Dalla Chiesa – erano circa le 22,40 – aveva da poco spalancato l’uscio di casa. L’hanno trovato in preda ad un delirio misto ad esaltazione, nel cortile che si affaccia sulla via, forse ubriaco. Necessario il trasporto al “Vito Fazzi” di Lecce, per alcune analisi e per stabilire se abbia assunto altre sostanze, oltre ad alcool. Farmaci, magari. Al momento, è piantonato nel nosocomio, in stato di fermo.

DSC04477-2Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal capitano Simone Puglisi e dal tenente Giovanni Carlo Porta. Si dovrà ricostruire nel dettaglio una dinamica che appare, comunque, già piuttosto chiara, per un dramma maturato in un contesto di difficoltà e degrado. Sul posto, nella notte, sono intervenuti anche il maggiore Saverio Lombardi, comandante del nucleo operativo dell’Arma, e gli uomini della scientifica per i rilievi. Il fascicolo d’indagine è in mano al pubblico ministero Francesca Miglietta, che nelle prossime ore disporrà l’autopsia sul cadavere del 32enne, affidata al medico legale Roberto Vaglio, il quale ha raggiunto la località intorno all'una di notte, per un'ispezione sul corpo martoriato, prima del suo trasporto presso la camera mortuaria. 

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