Cronaca

Omicidio Lezzi, nipote del boss condotto in carcere: deve scontare oltre dieci anni

Daniele De Carlo, 29enne di San Cesario di Lecce, ma residente a Taurisano, deve scontare la pena, ormai divenuta definitiva, per concorso anomalo in omicidio. L'agguato al 36enne Marco Lezzi avvenne nel 2004 nel pieno centro del paese per contrasti con un'altra banda di San Donato

Il carcere di Lecce.

TAURISANO – Dieci anni, otto mesi e ventinove giorni di reclusione: tanto deve scontare Daniele De Carlo, 29enne di San Cesario di Lecce, ma residente a Taurisano, per concorso anomalo in omicidio.

L’uomo è stato condotto questa mattina nel penitenziario di Borgo San Nicola, a Lecce, dagli agenti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato locale. L’ordine di esecuzione della carcerazione è stato emesso dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Lecce. Si tratta della parte residua di una più cospicua pena che ammonta a quindici anni e undici mesi di reclusione, da cui stati detratti i periodi di presofferto (cioè quelli già scontati durante la detenzione cautelare) e altri tre anni per applicazione dell’indulto.

De Carlo, nipote dello storico boss della Sacra corona unita Giovanni Maiorano, era stato assolto in primo grado dall’accusa di omicidio e condannato solo per detenzione di armi a un anno e tre mesi di reclusione. Nel 2010, però, la Corte d’appello di Lecce aveva ribaltato la sentenza, definendo la pena nei già citati quasi sedici anni per quell’agguato risalente al 14 marzo del 2004. L’omicidio di Lezzi, che morì a 36 anni, sarebbe scaturito da contrasti tra due diversi gruppi di San Cesario di Lecce e San Donato di Lecce. L’uomo fu sorpreso nei pressi di una sala giochi in piazza Garibaldi, a San Cesario, da quattro persone a bordo di una Fiat Uno bianca. Raggiunto da tre colpi di pistola, morì poco dopo.

Si tratta della stessa identica località dove, per agghiacciante ironia della sorte, molto più di recente ha trovato la morte il bodyguard Gianfranco Zuccaro, ucciso da Lorenzo Arseni

Per quell’episodio di Lezzi, la condanna principale (trent’anni) è stata inflitta a colui che è stato considerato l’autore materiale, Sandro Cristofalo. Federico Perrone, invece, era stato in prima istanza condannato a sedici anni, salvo vedersi ridotta la pena in appello a otto. Luca Conte, infine, aveva subito una pena di tre e anni e due mesi per favoreggiamento. Le indagini sull’omicidio furono condotte dai carabinieri.

De Carlo-2De Carlo, il 13 novembre dello scorso anno, balzò nuovamente nelle cronache per un altro grave episodio. Ormai trasferitosi da anni a Taurisano, proprio qui tentò di dare fuoco al vicino di casa, presentandosi presso il suo laboratorio di fabbro, brandendo un bastone e con una bottiglia piena di benzina.

Durante la colluttazione che ne scaturì, il 29enne gettò la benzina sui vestiti e sul volto dell’artigiano. Poco dopo lo stesso De Carlo cadde in terra sbattendo la testa contro un arnese di ferro, procurandosi una profonda ferita. Sul posto intervennero gli agenti del commissariato, diretti dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico, che condussero i due contendenti presso l’ospedale di Casarano. Il fabbro fu curato per l’irritazione agli occhi provocata dalla benzina e De Carlo per la ferita alla testa.

In quel caso, tutto sarebbe scaturito da una discussione che i due, la sera precedente, avevano avuto per un parcheggio di veicoli. Difatti, De Carlo pare si ostinasse a posteggiare la sua auto proprio vicino all’ingresso del laboratorio, impedendo al fabbro di entrarvi con il proprio mezzo da lavoro.

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